12:03 30 Ottobre 2020
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Tensione nel Nagorno-Karabakh (87)
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Nonostante l'accordo per il cessate il fuoco raggiunto dalle parti in conflitto a Mosca, continuano scontri, bombardamenti ed operazioni militari nel Nagorno-Karabakh con Baku e Yerevan che si accusano reciprocamente di violare la tregua.

Nel contesto del cessate il fuoco "umanitario" dichiarato, l'esercito azero ha lanciato in mattinata un'offensiva nella direzione meridionale della linea di contatto del Nagorno-Karabakh, al confine con l'Iran, ha scritto su Facebook la portavoce del ministero della Difesa armeno Shushan Stepanyan.

Secondo quanto affermato, le forze armate dell'Azerbaigian, coperte dal fuoco dell'artiglieria, stanno avanzando in direzione sud nell'area del bacino di Khudaferin per occupare posizioni più vantaggiose.

"Entrambe le parti stanno subendo perdite", ha aggiunto la Stepanyan.

La notte passata i ministeri della Difesa di Azerbaigian e Armenia si erano accusati a vicenda di condurre bombardamenti in violazione del nuovo cessate il fuoco.

Negoziati di Mosca e tregua

I capi delle diplomazie di Baku e Yerevan durante i negoziati a Mosca conclusisi nella tarda serata di venerdì 9 ottobre hanno concordato il cessate il fuoco nel Nagorno-Karabakh a partire da mezzogiorno di sabato 10 ottobre. I ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian erano arrivati a Mosca su invito del presidente russo Vladimir Putin. I negoziati sono durati oltre dieci ore.

Dalla firma della tregua, tuttavia, da una parte e dall'altra dello schieramento sono state registrate diverse violazioni e azioni offensive.

Escalation nel Nagorno-Karabakh

I combattimenti sulla linea di contatto nel Nagorno-Karabakh sono iniziati il ​​27 settembre. Armenia e Azerbaigian si accusano a vicenda di aver riacceso il conflitto, il governo indipendentista filo-armeno della repubblica non riconosciuta denuncia bombardamenti di artiglieria delle forze azere su centri abitati, compresa la capitale Stepanakert. L'Armenia ha dichiarato la legge marziale e - per la prima volta - la mobilitazione generale, sostenendo che Ankara sostiene attivamente Baku. In Azerbaigian è stata invece introdotta una mobilitazione parziale.

I leader di Russia, Stati Uniti e Francia hanno invitato le parti opposte a porre fine agli scontri e ad impegnarsi ad avviare negoziati senza precondizioni. La Turchia ha dichiarato che fornirà all'Azerbaigian qualsiasi sostegno richiesto sullo sfondo di un altro aggravamento della situazione nel Nagorno-Karabakh.

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Tensione nel Nagorno-Karabakh (87)
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Situazione nel Nagorno-Karabakh, Nagorno-Karabakh, Azerbaigian, Armenia
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