12:09 30 Ottobre 2020
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Secondo Baku l'Armenia avrebbe colpito la Repubblica autonoma del Nakchivan con un missile tattico.

Il Ministero della Difesa dell-Azerbaigian ha riferito che le forze armate armene avrebbero bersagliato con un attacco missilistico il distretto di Ordubadsk nella Repubblica autonoma di Nakhchivan.

"Un missile tattico, lanciato il 15 ottobre alle 10.44 [le 08.44 in Italia, ndr] dalle forze armene stanziate nei territori occupati del distretto di Gubadlinsk ha colpito il territorio del distretto di Ordubadsk nella Repubblica autonoma di Nakhchivan. Non sono stati rilevati né danni strutturali né vittime civili", si legge nella nota del dicastero.

Tale informazione è stata smentita dalla portavoce del Ministero della Difesa armeno Shushan Stepanyan, con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook:

"Affermiamo che sul distretto di Ordubadsk della Repubblica di Nakhchivan non sono stati lanciati missili, è l'ennesima menzogna dell'establishment militare e politico dell'Azerbaigian allo scopo di allargare il conflitto", ha spiegato la Stepanyan.

Secondo quanto previsto dall'accordo di Karssk del 1921, la Turchia e la Russia si riservano il diritto di dislocare truppe nelle Repubbliche autonome di Adjara e Nakhchivan, rispettivamente facente parti della Georgia e dell'Azerbaigian, in caso di attacco militare da parte di altri Paesi.

Nella mattinata odierna Baku ha reso noto che  le forze armate armene hanno bersagliato le posizioni azere nei centri di Jebrail e Gadrutsk, nelle immediate vicinanze del fronte della regione contesa del Nagorno-Karabakh.

Negoziati di Mosca e tregua

I capi delle diplomazie di Baku e Yerevan durante i negoziati a Mosca conclusisi nella tarda serata di venerdì 9 ottobre hanno concordato il cessate il fuoco nel Nagorno-Karabakh a partire da mezzogiorno di sabato 10 ottobre. I ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian erano arrivati a Mosca su invito del presidente russo Vladimir Putin. I negoziati sono durati oltre dieci ore.

Dalla firma della tregua, tuttavia, da una parte e dall'altra dello schieramento sono state registrate diverse violazioni e azioni offensive.

Escalation nel Nagorno-Karabakh

I combattimenti sulla linea di contatto nel Nagorno-Karabakh sono iniziati il ​​27 settembre. Armenia e Azerbaigian si accusano a vicenda di aver riacceso il conflitto, il governo indipendentista filo-armeno della repubblica non riconosciuta denuncia bombardamenti di artiglieria delle forze azere su centri abitati, compresa la capitale Stepanakert. L'Armenia ha dichiarato la legge marziale e - per la prima volta - la mobilitazione generale, sostenendo che Ankara sostiene attivamente Baku. In Azerbaigian è stata invece introdotta una mobilitazione parziale.

I leader di Russia, Stati Uniti e Francia hanno invitato le parti opposte a porre fine agli scontri e ad impegnarsi ad avviare negoziati senza precondizioni. La Turchia ha dichiarato che fornirà all'Azerbaigian qualsiasi sostegno richiesto sullo sfondo di un altro aggravamento della situazione nel Nagorno-Karabakh.

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