20:30 24 Ottobre 2020
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Twitter ha comunicato oggi, venerdì 16 ottobre, che non bloccherà più i tweet con link a informazioni provenienti da hacker ma si limiterà a etichettarli, dopo che la censura sullo scoop del NY Post sul caso degli interessi della famiglia Biden in Ucraina aveva suscitato un vespaio di polemiche.

Secondo Vijaya Gadde, responsabile legale, politica, fiducia e sicurezza di Twitter, la mossa ha innescato "feedback significativi" da parte degli utenti nelle ultime 24 ore, che variano dal "critico al favorevole”.

"Dopo aver riflettuto su questo feedback, abbiamo deciso di apportare modifiche alla nostra politica e al modo in cui la applichiamo", ha detto Gadde per suo conto.

In un tweet all'interno dello stesso thread, ha elencato le modifiche come segue: "1. Non rimuoveremo più i contenuti compromessi a meno che non siano condivisi direttamente dagli hacker o da coloro che agiscono di concerto con loro. 2. Contrassegneremo i Tweet per fornire il contesto invece di bloccare la condivisione dei link sul social".

​Il resto delle regole di distribuzione dei materiali compromessi rimarrà in vigore, ha aggiunto la funzionaria dell'azienda.

Il vicepresidente di Twitter per le comunicazioni globali, Brandon Borrman, a sua volta, ha dichiarato al canale CNBC che i collegamenti al New York Post rimarranno comunque bloccati poiché contengono immagini con indirizzi e-mail e numeri di telefono che contano come informazioni personali.

Lo scoop del New York Post

Giovedì, Twitter ha limitato la visualizzazione di collegamenti a un articolo del New York Post sul figlio del candidato alla presidenza degli Stati Uniti Joe Biden, Hunter, dicendo che non voleva che la sua piattaforma fosse utilizzata per la distribuzione di contenuti ottenuti senza autorizzazione. Una tempesta di commenti sotto l'annuncio e le dichiarazioni di numerosi personaggi pubblici, hanno suggerito che molti abbiano considerato la mossa come un atto di censura.

L'articolo del New York Post conteneva due e-mail che Hunter Biden aveva presumibilmente ricevuto da un alto funzionario della compagnia energetica ucraina Burisma quando era suo dipendente. Nell'e-mail del maggio 2014, il consigliere del consiglio di amministrazione di Burisma Vadym Pozharskyi chiedeva a Hunter Biden di "usare la sua influenza" per sostenere politicamente l'azienda ucraina. In un'altra e-mail, datata aprile 2015, ringraziava Biden Jr. per aver organizzato un incontro con suo padre per lui.

Le e-mail sarebbero state prelevate dal disco rigido del laptop personale danneggiato di Hunter Biden che è stato consegnato per riparazioni in un negozio locale nel suo stato natale del Delaware. Se si dimostrassero autentiche, finirebbero in contrasto con le affermazioni della campagna di Joe Biden di non aver mai avuto nulla a che fare con gli affari di suo figlio.

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