05:18 20 Ottobre 2020
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Baku ha riferito che le forze armate armene hanno bersagliato le posizioni azere nei centri di Jebrail e Gadrutsk, nelle immediate vicinanze del fronte.

Secondo il Ministero della Difesa azero la situazione sulla linea del fronte nella regione contesa del Nagorno-Karabakh continua ad essere piuttosto tesa:

"Nel corso della giornata del 15 ottobre e nella notte del 16 ottobre la situazione operativa nelle zone di Agder-Agdamsk e Fizuli-Gadrutsk è rimasta tesa. Ieri il nemico ha bersagliato con missili, mortai e artiglieria le posizioni dei nostri distaccamenti nelle aree liberate dall'occupazione di Jebrail e Gadrutsk e altri villaggi vicini alla linea del fronte", si legge nella nota pubblicata questa mattina dal dicastero di Baku.

Contestualmente il Ministero della Difesa di Yerevan ha affermato che le forze armate azere hanno dato il via nella prima mattinata odierna ad una nuova offensiva nell'area settentrionale del fronte che è stata poi respinta. Tale informazione non è stata né confermata né smentita dalle autorità azere.

Negoziati di Mosca e tregua

I capi delle diplomazie di Baku e Yerevan durante i negoziati a Mosca conclusisi nella tarda serata di venerdì 9 ottobre hanno concordato il cessate il fuoco nel Nagorno-Karabakh a partire da mezzogiorno di sabato 10 ottobre. I ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian erano arrivati a Mosca su invito del presidente russo Vladimir Putin. I negoziati sono durati oltre dieci ore.

Dalla firma della tregua, tuttavia, da una parte e dall'altra dello schieramento sono state registrate diverse violazioni e azioni offensive.

Escalation nel Nagorno-Karabakh

I combattimenti sulla linea di contatto nel Nagorno-Karabakh sono iniziati il ​​27 settembre. Armenia e Azerbaigian si accusano a vicenda di aver riacceso il conflitto, il governo indipendentista filo-armeno della repubblica non riconosciuta denuncia bombardamenti di artiglieria delle forze azere su centri abitati, compresa la capitale Stepanakert. L'Armenia ha dichiarato la legge marziale e - per la prima volta - la mobilitazione generale, sostenendo che Ankara sostiene attivamente Baku. In Azerbaigian è stata invece introdotta una mobilitazione parziale.

I leader di Russia, Stati Uniti e Francia hanno invitato le parti opposte a porre fine agli scontri e ad impegnarsi ad avviare negoziati senza precondizioni. La Turchia ha dichiarato che fornirà all'Azerbaigian qualsiasi sostegno richiesto sullo sfondo di un altro aggravamento della situazione nel Nagorno-Karabakh.

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