14:52 24 Ottobre 2020
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Nonostante gli accordi raggiunti lo scorso 9 di ottobre a Mosca sono state ormai già molte, da una parte e dall'altra, le violazioni del cessate il fuoco nella regione contesa del Nagorno-Karabakh.

Il rappresentante del Ministero della Difesa armeno Arzrun Ovannisyan ha riferito che nella prima mattinata odierna le forze armate dell-Azerbaigian hanno dato il via ad una massiccia operazione nella zona settentrionale del fronte nella regione contesa del Nagorno-Karabakh.

"Dalla primissima mattinata, dopo un'ora di intenso bombardamento di artiglieria, il nemico ha dato il via ad un'offensiva nella zona settentrionale, nel tentativo di occupare le nostre posizioni con alcune ondate. Tuttavia, grazie al coraggio e alla professionalità dei soldati armeni il nemico è stato respinto e ha accusato pesanti perdite", ha scritto Ovannisyan su Facebook.

Negoziati di Mosca e tregua

I capi delle diplomazie di Baku e Yerevan durante i negoziati a Mosca conclusisi nella tarda serata di venerdì 9 ottobre hanno concordato il cessate il fuoco nel Nagorno-Karabakh a partire da mezzogiorno di sabato 10 ottobre. I ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian erano arrivati a Mosca su invito del presidente russo Vladimir Putin. I negoziati sono durati oltre dieci ore.

Dalla firma della tregua, tuttavia, da una parte e dall'altra dello schieramento sono state registrate diverse violazioni e azioni offensive.

Escalation nel Nagorno-Karabakh

I combattimenti sulla linea di contatto nel Nagorno-Karabakh sono iniziati il ​​27 settembre. Armenia e Azerbaigian si accusano a vicenda di aver riacceso il conflitto, il governo indipendentista filo-armeno della repubblica non riconosciuta denuncia bombardamenti di artiglieria delle forze azere su centri abitati, compresa la capitale Stepanakert. L'Armenia ha dichiarato la legge marziale e - per la prima volta - la mobilitazione generale, sostenendo che Ankara sostiene attivamente Baku. In Azerbaigian è stata invece introdotta una mobilitazione parziale.

I leader di Russia, Stati Uniti e Francia hanno invitato le parti opposte a porre fine agli scontri e ad impegnarsi ad avviare negoziati senza precondizioni. La Turchia ha dichiarato che fornirà all'Azerbaigian qualsiasi sostegno richiesto sullo sfondo di un altro aggravamento della situazione nel Nagorno-Karabakh.

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