10:41 30 Ottobre 2020
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Si allunga la lista delle personalità russe colpite dalle sanzioni unilaterali della Ue. Questa volta sono finiti nel mirino del Consiglio europeo sei funzionari e un ente ritenuti coinvolti nel presunto avvelenamento dell'esponente dell'opposizione russa.

Il Consiglio Ue ha imposto questa mattina nuove restrizioni verso la Russia. Nella lista delle personalità sanzionate dall'Europa sono finiti sei funzionari e un istituto di ricerca che Bruxelles ritiene in qualche modo coinvolti nel presunto avvelenamento di Alexey Navalny. 

Da una nota apparsa sui canali ufficiali del Consiglio Ue si apprende che il provvedimento è stato adottato nel quadro delle misure restrittive contro la proliferazione e l'uso di armi chimiche. Tra le personalità colpite dalle nuove sanzioni il direttore del Servizio di sicurezza federale (FSB), Alexánder Bórtnikov, il primo vice capo dell'amministrazione presidenziale, Sergei Kiriyenko, Andrei Yarin, capo della direzione presidenziale per la politica interna, Sergei Menyailo, rappresentante plenipotenziario del presidente russo, e l'Istituto statale di ricerca scientifica per la chimica e la tecnologia organica (GosNIIOKhT). 

L'UE ritiene che il centro sia responsabile della creazione dell'agente nervino di livello militare Novichok, presumibilmente usato contro Navalny, e ha aggiunto che GosNIIOKhT non aveva portato a termine il compito di distruggere le scorte di armi chimiche che la Russia aveva ereditato dall'Unione Sovietica.

"L'uso di armi chimiche costituisce una grave violazione del diritto internazionale. Il Consiglio europeo ha invitato le autorità della Federazione Russa a cooperare pienamente con l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPAC)per garantire un'indagine internazionale imparziale e per portare i responsabili a giustizia", si legge sulla Gazzetta ufficiale dell'UE.

Tuttavia l'OPAC ha precedentemente rilevato che le sostanze chimiche presumibilmente trovate nel sangue di Navalny non sono incluse nell'elenco delle armi chimiche proibite.

La reazione della Russia

Il Cremlino ha espresso il proprio rammarico in relazione alla decisione dell'Unione europea di introdurre delle nuove misure restrittive alla Russia in relazione al caso Navalny, lamentando una "mancanza di logica" in tale mossa.

"Con nostro sommo dispiacere, si tratta di un deliberato atto di inimicizia nei confronti della Russia. Il Consiglio d'Europa ha deteriorato in tal modo le relazioni con il nostro Paese. Mosca indubbiamente analizzerà la situazione e agirà in accordo con i propri interessi", ha sottolineato il portavoce della presidenza Dmitry Peskov

Il funzionario ha quindi aggiunto che "la cosa triste nella vicenda è l'impossibilità di vedere alcuna logica in tale decisione", fatto questo che "peggiora ulteriormente" il quadro relativo alla decisione del Consiglio d'Europa.

"In tutto e per tutto, la decisione di basare le relazioni tra l'Ue e Mosca su una persona, che l'Europa considera un leader di una qualche sorta di opposizione, è assolutamente disdicevole", ha concluso Peskov.

Che cosa è successo ad Alexey Navalny

Alexey Navalny è stato ricoverato ad Omsk il 20 agosto dopo essersi sentito male su un aereo che da Tomsk lo avrebbe dovuto riportare a Mosca. In base ai risultati degli esami, i medici di Omsk hanno diagnosticato il malore di Navalny come disturbi metabolici che hanno indotto un forte calo della glicemia. Non è ancora chiaro cosa l'abbia causato, ma secondo i medici di Omsk, non sono stati trovati veleni nel sangue e nelle urine di Navalny.

Successivamente l'esponente dell'opposizione extraparlamentare russa è stato trasportato in aereo in Germania, dove è stato ricoverato presso la clinica Charite di Berlino.

Ad inizio settembre, il governo tedesco ha annunciato con riferimento alle analisi dei medici militari, che Navalny sarebbe stato avvelenato con una sostanza del gruppo Novichok, un agente nervino altamente tossico utilizzato per la guerra chimico-batteriologica.

Il presunto avvelenamento di Navalny ha spinto molti funzionari europei a chiedere l'imposizione di ulteriori sanzioni alla Russia. Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha affermato che Mosca risponderà reciprocamente se i paesi occidentali imporranno nuove misure restrittive in relazione al caso Navalny.

Chi è Alexey Navalny

Alexey Navalny, 44 anni, fondatore del Fondo Anti Corruzione, (FBK) è stato fermato diverse volte dalle forze dell'ordine ed ha scontato una pena detentiva nel luglio 2013 per appropriazione indebita.

Nel dicembre 2016 lo stesso Navalny ha annunciato la propria intenzione di candidarsi alle elezioni presidenziali del 2018 ma la sua candidatura non è stata accettata dalla Commissione Elettorale Centrale, a causa delle sue pendenze penali precedenti.

 

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Sanzioni, Europa, Russia
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