12:38 21 Ottobre 2020
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L'appello della portavoce dell'Alto commissario dell'ONU per i rifugiati (UNHCR), Maria Jesus Vega: proseguire con l'accoglienza dei profughi e del trattamento delle richieste di asilo, nonostante le problematiche imposte dalla pandemia del coronavirus.

"Le restrizioni alle frontiere dovute alla pandemia e alle misure rafforzate dei controlli hanno reso più difficile per i rifugiati raggiungere le aree più sicure e in generale il numero di arrivi in ​​Europa è diminuito.

L'UNHCR continua a esortare i paesi a fornire, alle persone che chiedono protezione internazionale, l'accesso alle procedure per ottenere lo status di rifugiato, alle domande che riguardano le misure legate al COVID-19 e la quarantena obbligatoria. Questa pandemia ha paralizzato i paesi su molte questioni, ma le guerre e le migrazioni continuano. Il diritto d'asilo deve essere rispettato", ha detto Maria Jesus Vega a Sputnik.

Parlando dei migranti che arrivano in Europa, la portavoce dell'UNCHR ha dichiarato che l'UE necessita di norme uniche sugli sbarchi dalle navi di ricerca e soccorso nell'ambito dei lavori sul nuovo patto sulla migrazione.

In precedenza era stato riferito che il nuovo documento, che deve ancora essere approvato dai paesi dell'UE, prevede di rafforzare il controllo della migrazione alle frontiere esterne dell'Unione Europea ed accelerare l'esame delle richieste d'asilo.

Il progetto prevede anche la responsabilità complessiva dei 27 Stati membri dell'UE per l'accettazione e l'espulsione dei migranti, il che dovrebbe ridurre la pressione su paesi come Grecia, Italia e Malta, dove è presente il maggior afflusso di migranti.

In particolare, il documento dà agli Stati possibilità sia di accettare i rifugiati arrivati ​​in uno dei paesi dell'UE, sia di assumere obblighi, anche finanziari, di espellere coloro che non hanno ricevuto il diritto di soggiorno nel territorio dell'Unione Europea.

L'UE ha accelerato la preparazione di un patto migratorio dopo il vasto incendio avvenuto lo scorso 9 settembre sull'isola greca di Lesbo al campo profughi di Moria, che ospitava 12,8mila persone. Il campo è stato completamente bruciato. Alcuni paesi dell'UE hanno accettato di accogliere i migranti rimasti senza casa dopo l'incendio. Le nuove proposte della Commissione europea sulla migrazione hanno già causato polemiche all'interno dell'UE.

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