14:44 31 Ottobre 2020
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Nel Paese dell'Asia Centrale lo scorso 5 ottobre erano scoppiate delle proteste in seguito alla pubblicazione dei risultati delle elezioni parlamentari del 4 ottobre.

Il Parlamento del Kirghizistan ha approvato all'unanimità il programma della squadra di governo guidata dal primo ministro Sadyr Japarov. Lo riferisce il corrispondente di Sputnik nel Paese della Repubblica dell'Asia Centrale. Lo speaker Kanat Isayev ha rivolto le proprie congratulazioni a Japarov per la nomina.

Ora il presidente kirghiso Sooronbay Jeenbekov dovrà firmare un decreto confermativo entro un periodo massimo di tre giorni; anche se ciò non dovesse avvenire, tuttavia, Japarov sarà comunque considerato primo ministro.

Il 10 ottobre il parlamento kirghiso aveva approvato la candidatura di Japarov a premier, approvando anche la composizione della squadra di governo. Tuttavia, il presidente Jeenbekov aveva rifiutato di firmare tale documento, in ragione di una presunta assenza di quorum.

La votazione odierna mette invece definitivamente la parola fine sulla questione, dal momento che non sarà richiesto una nuova consultazione con le camere unite.

Nella giornata di ieri il presidente Jeenbekov aveva annunciato il prolungamento dello stato di emergenza nella capitale Bishkek.

Le proteste in Kirghizistan

Le proteste di opposizione nella repubblica dell'Asia centrale sono scoppiate il 5 ottobre in risposta a quelle che molti consideravano un'elezione generale ingiusta, tenutasi il 4 ottobre. I disordini sono stati segnati da folle di manifestanti che hanno invaso le istituzioni governative e i centri di potere.

I manifestanti hanno sequestrato la Casa Bianca e il municipio di Bishkek, entrando anche nell'edificio del Comitato di Stato per la sicurezza nazionale e provocando il rilascio dell'ex presidente del Kirghizistan, Almazbek Atambaev, e di altri ex funzionari.

A seguito degli scontri, la Commissione centrale del Kirghizistan ha annullato i risultati delle elezioni, mentre diversi alti funzionari kirghisi, tra cui il primo ministro del paese, Kubatbek Baronov, si sono dimessi dalle loro cariche.

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