15:01 24 Ottobre 2020
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Sia l'Armenia che l'Azerbaigian si sono accusate a vicenda di aver condotto attacchi dopo che le parti hanno concordato un cessate il fuoco in Nagorno-Karabakh, a partire dal 10 ottobre.

Il Ministero della Difesa armeno ha annunciato che le forze dell'Esercito di Difesa dell'autoproclamata Repubblica del Nagorno-Karabakh hanno abbattuto un caccia da combattimento Su-25 delle forze armate azere.

La notizia è stata resa nota con un post pubblicato sul profilo Twitter ufficiale del dicastero:

"Le forze di difesa anti-aerea dell'Esercito di Difesa dell'Artsakh hanno abbattuto un caccia da combattimento Su-25 dell'Azerbaigian", si legge nella nota.

Tale notizia è stata immediatamente smentita da Baku, che ha riferito a sua volta di non aver alzato in volo alcun velivolo appartenente alla propria aviazione militare.

"L'Azerbaigian non ha utilizzato la propria aviazione e non ha fatto decollare alcun caccia Su-25", si legge nella nota del Ministero della Difesa azero.

Oggi, mercoledì 14 ottobre, Yerevan aveva già dichiarato che l'esercito azero ha attaccato veicoli militari armeni situati sul territorio armeno. Il ministero della Difesa armeno ha sottolineato che le forze del Paese si riservano il diritto di attaccare qualsiasi oggetto militare sul territorio azero.

Negoziati di Mosca e tregua

I capi delle diplomazie di Baku e Yerevan durante i negoziati a Mosca conclusi venerdì scorso in tarda serata hanno concordato il cessate il fuoco nel Nagorno-Karabakh a partire da mezzogiorno di sabato 10 ottobre. I ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian erano arrivati a Mosca su invito del presidente russo Vladimir Putin. I negoziati sono durati oltre dieci ore.

Escalation nel Nagorno-Karabakh

I combattimenti sulla linea di contatto nel Nagorno-Karabakh sono iniziati il ​​27 settembre. Armenia e Azerbaigian si accusano a vicenda di aver riacceso il conflitto, il governo indipendentista filo-armeno della repubblica non riconosciuta denuncia bombardamenti di artiglieria delle forze azere su centri abitati, compresa la capitale Stepanakert. L'Armenia ha dichiarato la legge marziale e - per la prima volta - la mobilitazione generale, sostenendo che Ankara sostiene attivamente Baku. In Azerbaigian è stata invece introdotta una mobilitazione parziale.

I leader di Russia, Stati Uniti e Francia hanno invitato le parti opposte a porre fine agli scontri e ad impegnarsi ad avviare negoziati senza precondizioni. La Turchia ha dichiarato che fornirà all'Azerbaigian qualsiasi sostegno richiesto sullo sfondo di un altro aggravamento della situazione nel Nagorno-Karabakh.

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