10:01 25 Ottobre 2020
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Il Consiglio Ue ha approvato un meccanismo comune per regolare le chiusure dei confini tra i Paesi membri per l'emergenza epidemiologica, al fine di evitare provvedimenti discriminatori.

Il Consiglio Ue ha approvato delle nuove regole comuni per le restrizioni agli ingressi dei Paesi membri, dovute all'emergenza sanitaria. Sinora i provvedimenti sono stati adottati in maniera autonoma e unilaterale dai singoli Stati Ue. Il nuovo meccanismo prevede un approccio coordinato alle restrizioni per i viaggi, che dovranno essere "proporzionate e non discriminatorie" nonché rimosse "non appena la situazione epidemiologica lo consente".

E' quanto contenuto dalla raccomandazione del Consiglio Ue, approvata con qualche modifica rispetto alla proposta originaria della Commissione, che però non sarà vincolante. Il meccanismo sarà comune a tutti gli stati e dovrà servire a mettere ordine alla situazione di incertezza dovuta al caos normativo e che contribuisce alla crisi del settore turistico. 

Come funziona il meccanismo 

Gli Stati Ue dovranno fornire ogni settimana al Centro Europeo per la Prevenzione delle Malattie e il Controllo (Ecdc) le informazioni su: 

  • numero di nuovi positivi su 100 mila abitanti delle ultime due settimane (notification rate)
  • numero di test per 100 mila abitanti effettuati nell'ultima settimana (testing rate)
  • percentuale dei positivi sul totale dei test (test positivity rate)

Sulla base dei dati ricevuti, l'Ecdc traccerà una mappa dell'andamento dell'epidemia nei vari paesi, indicando le aree più colpite. Il rischio del Paese sarà indicato da un colore. 

Verde: indicherà i Paesi o i territori con un notification rate inferiore a 25, ovvero meno di 25 positivi ogni 100 mila abitanti, e un test positivity inferiore al 4%

Arancione: indicherà quelle aree con notification rate inferiore a 50 e positivity test superiore al 4%, oppure tasso di notifica tra 25 e 150 e tasso di positività inferiore al 4%. 

Rosso: indicherà quelle regioni in cui il notification rate è superiore a 50, il tasso di positività è maggiore o uguale al 4%

Sono previste anche zone grigie che indicheranno un testing rate inferiore a 300, ovvero meno di 300 test per 100 mila abitanti negli ultimi sette giorni. 

In generale i viaggiatori provenienti da zone verdi non dovrebbero essere sottoposti a restrizioni, mentre delle limitazioni proporzionali e non discriminatorie possono essere adottate nei confronti di chi viene da Paesi con un livello di allerta arancione o rosso. In ogni caso le restrizioni non potranno essere basate sulla nazionalità ma sulla presenza effettiva nelle aree e non dovranno applicarsi su trasporti, lavoratori, marittimi, giornalisti, studenti e diplomatici.

Tags:
confini, Viaggi, consiglio dell'Ue, UE
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