05:03 24 Ottobre 2020
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Dopo anni di tentennamenti, il noto social network intraprenderà una politica di tolleranza zero nei confronti delle pubblicazioni considerate negazioniste in relazione alla tragedia della Shoah.

Facebook ha reso noto che d'ora in avanti la compagnia contrasterà attivamente tutti i contenuti negazionisti dell'Olocausto, procedendo alla loro rimozione immediata.

Ad annunciarlo sul proprio profilo è il fondatore del noto social network Mark Zuckerberg:

"Già da tempo rimuoviamo tutti i messaggi di apologia di crimini legati all'odio verso gli altri e alle stragi di massa, tra cui anche l'olocausto. Ma con la crescita dell'antisemitismo, abbiamo intenzione di estendere la nostra regola al fine di vietare qualsivoglia contenuto che neghi o deformi l'Olocausto", ha scritto Zuckerberg nella giornata di ieri.

Il patron di Facebook ha quindi riferito che gli utenti che effettueranno delle ricerche legate al tema dell'Olocausto saranno prontamente reindirizzati "verso delle fonti d'informazione autoritarie".

Quella annunciata da Facebook è una misura che diverse associazioni americane legate alla memoria della Shoah chiedevano da molto tempo.

Negli USA, infatti, il revisionismo e il negazionismo non sono proibiti e il diritto locale tende a porli sotto la tutela del primo emendamento della Costituzione americana, quello che tutela la libertà di espressione.

L'Olocausto è un "mito" secondo molti americani

Rendendo pubblica l'intenzione di vietare le pubblicazioni negazioniste, Facebook ha citato uno studio secondo il quale circa il 25% degli americani di età compresa tra i 18 e i 39 credono che l'Olocausto sia soltanto un "mito", una versione dei fatti "esagerata" o che comunque hanno espresso insicurezza circa la veridicità dei fatti legati alla Shoah.

Facebook, da parte sua, già da anni porta avanti la battaglia per escludere tutti i riferimenti a stereotipi antisemiti legati al presunto potere detenuto dagli ebrei, che figurano spesso in numerose teorie complottiste.

La compagnia, finora, si era tuttavia rifiutata di rimuovere i contenuti legati a tematiche negazioniste, con lo stesso Mark Zuckerberg che si era detto sfavorevole all'ipotesi di eliminare tali contenuti.

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