20:32 24 Ottobre 2020
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Venerdì scorso a Mosca è stato concordato il cessate il fuoco nel Nagorno-Karabakh a partire dalle ore 12:00 di sabato 10 ottobre.

La Procura generale militare dell'Armenia ha aperto un fascicolo d'inchiesta in relazione al presunto caso di impiego di forze mercenarie nel conflitto nella regione contesa del Nagorno-Karabakh.

"In base alle informazioni ricevute sul reclutamento e l'uso di mercenari stranieri da parte dell'Azerbaigian sin dai primi giorni della guerra di aggressione, la Procura generale militare dell'Armenia ha aperto un'inchiesta per terrorismo internazionale", si legge nella nota rilasciata nelle scorse ore.

L'Azerbaigian, spiegano ancora da Yerevan, avrebbe "indotto i mercenari a proseguire le azioni militari contro la Repubblica di Artsakh [del Nagorno-Karabakh, ndr] nell'area di Horadiz nonostante fosse stato dichiarato il cessate il fuoco".

L'ufficio ha quindi reso noto che tali forze avrebbero preso parte a degli attacchi sulla città di Hadrut, in seguito ai quali "sono state bruciate delle case, sono stati uccisi dei civili e un militare dell'Esercito di Difesa dell'Artsakh ha perso la vita".

"Come previsto dagli accordi internazionali, è stata messa in funzione tutta la macchina della cooperazione e dell'assistenza legale reciproca con gli stati coinvolti al fine di arrivare alla risoluzione del crimine e di presentare i responsabili davanti alla giustizia", si conclude la nota.

Escalation nel Nagorno-Karabakh

I combattimenti sulla linea di contatto nel Nagorno-Karabakh sono iniziati il ​​27 settembre. Armenia e Azerbaigian si accusano a vicenda di aver riacceso il conflitto, il governo indipendentista filo-armeno della repubblica non riconosciuta denuncia bombardamenti di artiglieria delle forze azere su centri abitati, compresa la capitale Stepanakert. L'Armenia ha dichiarato la legge marziale e - per la prima volta - la mobilitazione generale, sostenendo che Ankara sostiene attivamente Baku. In Azerbaigian è stata invece introdotta una mobilitazione parziale.

I leader di Russia, Stati Uniti e Francia hanno invitato le parti opposte a porre fine agli scontri e ad impegnarsi ad avviare negoziati senza precondizioni. La Turchia ha dichiarato che fornirà all'Azerbaigian qualsiasi sostegno richiesto sullo sfondo di un altro aggravamento della situazione nel Nagorno-Karabakh.

Negoziati di Mosca e tregua

I capi delle diplomazie di Baku e Yerevan durante i negoziati a Mosca conclusi venerdì scorso in tarda serata hanno concordato il cessate il fuoco nel Nagorno-Karabakh a partire da mezzogiorno di sabato 10 ottobre. I ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian erano arrivati a Mosca su invito del presidente russo Vladimir Putin. I negoziati sono durati oltre dieci ore.

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