14:41 24 Ottobre 2020
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Secondo i ricercatori, la nomina di candidate donne è una priorità nei partiti in cui si sa che gli elettori sono per lo più donne che sottoscrivono l'idea di promuovere le donne. Ad esempio, solo tre dei 20 parlamentari verdi eletti alle ultime elezioni erano uomini.

Mentre nozioni come ‘soffitto di cristallo’ o ‘divario salariale di genere’ sono diventate un punto fermo nel discorso dei media finlandesi, un importante studio nel Paese condotto da ricercatori dell'Università di Helsinki, dell'Università di Tampere e dell'Università di Turku, sembra aver trovato sintomi di discriminazione nei confronti dei maschi.

Gli uomini di quasi tutti i partiti politici in Finlandia si sono lamentati con i ricercatori di un certo pregiudizio di genere nelle ultime elezioni, come se essere maschi li mettesse in una posizione di svantaggio nel processo di nomina dei candidati, ha riferito l'emittente nazionale Yle.

I ricercatori Josefina Sipinen e Vesa Koskimaa hanno ipotizzato che il fenomeno sia fondato sul fatto che i candidati uomini sono consapevoli che la nomina di candidate donne è una priorità nei partiti che si rivolgono principalmente agli elettori di sesso femminile e sottoscrivono l'idea di promuovere le donne.

Gli uomini del Partito dei Verdi sono stati quelli che con maggior convinzione hanno dichiarato di ritenere che il loro genere influisse negativamente sulle loro possibilità di essere nominati. E non senza motivo: alle ultime elezioni, solo 3 dei 20 parlamentari verdi eletti erano uomini.

All'interno del Partito socialdemocratico e dell'Alleanza di sinistra, che fanno anche parte del blocco di centro sinistra al potere, circa un terzo degli uomini ritiene che il proprio genere sia uno svantaggio, almeno in una certa misura.

Al contrario, lo studio non ha trovato variazioni di genere sulla questione nel National Coalition Party, dove poco meno di un quinto di uomini e donne ha ritenuto che le loro possibilità di essere nominati fossero influenzate negativamente dal loro genere.

Per inciso, il Partito popolare svedese è stato l'unico partito politico in cui i membri maschi hanno affermato che il loro genere non era un ostacolo quando hanno presentato domanda di candidatura.

Nelle elezioni parlamentari del 2019, il 42% dei candidati erano donne e il 58% uomini. La percentuale di donne è stata leggermente superiore a quella delle due precedenti elezioni parlamentari del 2015 e del 2011.

​Tuttavia, tutti e cinque i partiti al Governo del blocco di centro sinistra sono guidati da donne, con la 34enne Sanna Marin il più giovane Primo Ministro del Paese. Entrambi questi fatti sono stati ampiamente celebrati dai sostenitori dell'uguaglianza di genere come segno della natura progressista della Finlandia.

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