11:48 30 Ottobre 2020
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Ricercato per appropriazione indebita e abuso di potere in Georgia, l'ex leader si è trasferito negli Stati Uniti nel 2014, prima di essere scelto dalle autorità post-golpe di Kiev per dirigere la regione ucraina di Odessa nel 2015. Due anni dopo, è stato privato della cittadinanza ucraina e alla fine deportato, ma è tornato nel paese nel 2019.

L'ex presidente georgiano Mikheil Saakashvili ha ricevuto uno spiacevole benvenuto domenica ad Atene: è stato infatti attaccato da ignoti durante un incontro con gli emigrati georgiani.

Il filmato dell'attacco mostra un giovane che colpisce ripetutamente Saakashvili alla testa fuori da un edificio dove avrebbe dovuto parlare. Dopo che la polizia ha sedato la mischia, Saakashvili ha informato i suoi sostenitori circa i suoi piani di tornare in Georgia. In seguito è andato su Facebook per accusare i suoi avversari nel Paese caucasico  di aver organizzato l'attacco.

"Diverse persone mascherate da ladri si sono avvicinate a noi e hanno cercato di attaccare", ha ricordato il politico.

“Le forze speciali greche hanno usato gas lacrimogeni e diverse donne sono rimaste ferite. Vorrei rivolgermi a Bidzina Ivanishvili [presidente del partito Georgian Dream] e a Kakha Kaladze[il sindaco di Tbilisi]: 'Non avete altro da fare? Ciò non vi aiuterà", ha aggiunto.

Saakashvili è stato presidente della Georgia tra il 2004 e il 2013 e poi ha lasciato rapidamente il paese subito dopo la sconfitta elettorale del suo partito per stabilirsi nello Stato di New York. Nel 2015 il presidente ucraino insidiatosi a seguito del golpe post-Maidan Petro Poroshenko, suo ex compagno di scuola, lo ha nominato governatore di Odessa e gli ha concesso la cittadinanza ucraina, per cui ha dovuto rinunciare a quella georgiana. Nel 2017 i due hanno avuto uno scontro e anche Saakashvili è stato privato della cittadinanza ucraina, diventando un apolide. Nel 2018 è stato deportato in Polonia e in seguito è apparso nei Paesi Bassi, dove gli è stata concessa la residenza permanente per motivi di riunificazione con la moglie olandese Sandra Roelofs. Nel maggio 2019 il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ripristinato la cittadinanza di Saakashvili, spingendolo a tornare nel Paese. Nel 2020 è stato nominato capo del Consiglio nazionale di riforma.

In Georgia, Saakashvili e i suoi collaboratori sono stati accusati di una serie di crimini, tra cui corruzione, appropriazione indebita su larga scala e abuso di potere. Il politico è già stato processato e condannato in contumacia a due pene detentive per un totale di sei anni, con diverse altri imputazioni ancora da dibattere.

Nonostante le accuse contro Saakashvili, il partito del Movimento nazionale unito della Georgia lo ha nominato primo ministro il 6 settembre. Il politico ha detto che accetterà di guidare un governo di emergenza, ma solo per un periodo di due anni. Senza cittadinanza georgiana e mandati in sospeso contro di lui, non è chiaro come abbia intenzione di rientrare nel paese. I georgiani si recheranno alle urne per le elezioni parlamentari il 31 ottobre.

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