05:10 24 Ottobre 2020
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È rientrata ieri al porto di Bremerhaven, in Germania, la nave Polarstern, dell'istituto tedesco Alfred Wegener, che per 389 giorni ha ospitato 300 ricercatori di oltre 20 Paesi diversi per condurre il più grande studio mai realizzato prima sull’impatto dei cambiamenti climatici sulla regione.

"Abbiamo visto l’agonia dell’Artico fuori dalle nostre finestre o quando abbiamo camminato sul ghiaccio che si sgretolava”. Lo ha detto all’AFP Markus Rex, il capo del team di 300 ricercatori provenienti da 20 Paesi diversi che hanno passato più di un anno tra i ghiacci del Polo Nord a bordo della nave Polarstern, partita da Tromso, in Norvegia, il 20 settembre del 2019.

Gli scienziati dell’istituto tedesco Alfred Wegener sono approdati ieri al porto di Bremerhaven, in Germania, dopo 389 giorni passati a studiare l’impatto dei cambiamenti climatici sulla regione.

I ghiacci dell’Artide si stanno sciogliendo sempre di più. È questa la sintesi dell'avventura del team che ha dato vita alla più grande missione mondiale al Polo Nord. I ricercatori hanno trovato “ghiaccio pesantemente eroso, sciolto, fine e friabile”. Markus Rex, intervistato dalla stessa agenzia di stampa francese, ha sottolineato come la Polarstern ha incontrato nel suo tragitto ampi tratti di mare aperto.

Se questo trend continuasse, avvertono gli scienziati, presto si potrebbero verificare estati senza ghiaccio.

Durante la missione, costata 140 milioni di euro, sono stati raccolti 150 terabytes di dati e più di mille campioni di ghiaccio per raccogliere, grazie a quattro siti di osservazione installati nel raggio di 40 chilometri dalla nave, dati sull’atmosfera, l’oceano e gli ecosistemi marini.

  • È rientrata nel porto di Bremerhaven, in Germania, la nave Polarstern dell'istituto tedesco Alfred Wegener con a bordo la più grande missione scientifica inviata al Polo nord
    È rientrata nel porto di Bremerhaven, in Germania, la nave Polarstern dell'istituto tedesco Alfred Wegener con a bordo la più grande missione scientifica inviata al Polo nord
    © AP Photo / Mohssen Assanimoghaddam / Dpa
  • È rientrata nel porto di Bremerhaven, in Germania, la nave Polarstern dell'istituto tedesco Alfred Wegener con a bordo la più grande missione scientifica inviata al Polo nord
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    © REUTERS / Fabian Bimmer
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    © AFP 2020 / Patrik Stollarz
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    © AFP 2020 / Patrik Stollarz
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    © AFP 2020 / Patrik Stollarz
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    © AFP 2020 / Patrik Stollarz
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© AP Photo / Mohssen Assanimoghaddam / Dpa
È rientrata nel porto di Bremerhaven, in Germania, la nave Polarstern dell'istituto tedesco Alfred Wegener con a bordo la più grande missione scientifica inviata al Polo nord

L’obiettivo è quello di limitare l’impatto dei cambiamenti climatici sulla regione e sul mondo. Gli scienziati si aspettano che le informazioni raccolte producano una svolta “nel comprendere l’Artico e il sistema climatico”.

Per decifrarle potrebbero volerci almeno dieci anni, commenta Thomas Krumpen, membro della missione. Lo scopo è quello di sviluppare modelli per prevedere il tipo di fenomeni atmosferici che potrebbero verificarsi nel prossimo secolo.

Quella a bordo della Polarstern è stata una vera e propria avventura. L’equipaggio ha vissuto lunghi mesi alla buio e con temperature inferiori ai 39 gradi. Durante il viaggio sono stati avvistati più di 60 orsi polari. E non sono mancati i momenti di tensione.

Quando la scorsa primavera il Covid ha iniziato a diffondersi in tutto il mondo gli scienziati a bordo sono rimasti bloccati nell'Artico per due mesi. Il gruppo che doveva dare loro il cambio, infatti, non ha potuto raggiungere la missione per il blocco dei voli imposto dalla pandemia.

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