05:48 20 Ottobre 2020
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Operativo dal 1924, l'iconico hotel apparso anche in numerosi film di Hollywood chiuderà i battenti a causa della crisi nel settore alberghiero dovuta al coronavirus.

Un'altra 'vittima' eccellente del coronavirus: si tratta dell'iconico Roosevelt Hotel di New York, elegante albergo a pochi minuti da Times Square e dal Grand Central Terminal.

La struttura, operativa dal 1924, deve il suo nome al presidente Theodor Roosevelt e ha accompagnato la storia della Grande Mela, oltre che a fare da sfondo a diversi momenti fondamentali per la storia e la cultura statunitense.

Qui per esempio si trovava il quartier generale del governatore Thomas Dewey quando annunciò erroneamente di aver sconfitto Harry Truman nelle elezioni presidenziali del 1948.

Qui nel concerto della vigilia di Capodanno del 1929 Guy Lombardo diresse per la prima volta in questa ricorrenza la canzone 'Auld Lang Syne', che anche grazie alla trasmissione radio ne sarebbe poi diventata il simbolo - è il brano che fa da cornice alla dichiarazione d'amore del film 'Harry ti presento Sally'.

A proposito di film, l'hotel appare - tra gli altri - in 'Malcolm X', 'Wall Street', 'Un amore a 5 stelle' e 'The Irishman'. 

Momenti simbolici della storia ma quella particolare dell'hotel è giunta al capolinea, dal momento che chiuderà definitivamente i battenti quest'anno, come ha detto un portavoce alla CNN in un comunicato.

Il Roosevelt Hotel, di proprietà della Pakistan International Airlines, ha indicato nella pandemia di coronavirus e nel conseguente calo degli affari il motivo principale della sua chiusura.

"A causa dell'attuale, inedita situazione e del continuo e imprevedibile impatto del COVID-19, i proprietari del Roosevelt Hotel hanno preso la difficile decisione di chiudere l'hotel e i soci sono stati informati questa settimana", si legge nella dichiarazione.

La chiusura è prevista prima della fine dell'anno.

"L'iconico hotel, insieme alla maggior parte di New York City, ha registrato un numero di richieste molto basso e di conseguenza cesserà le operazioni prima della fine dell'anno. Al momento non sono previsti piani circa l'edificio oltre la chiusura programmata", si legge sempre nel comunicato.

Il coronavirus ha devastato il settore dell'ospitalità, costringendo molti hotel in tutto il paese a prendere misure drastiche per cercare di sopravvivere. I tassi di occupazione hanno raggiunto un nuovo picco minimo e molti dipendenti del settore sono stati licenziati.

Secondo il Bureau of Labor Statistics, l'industria americana del tempo libero e dell'ospitalità ha perso 7,5 milioni di posti di lavoro ad aprile e, da allora, solo la metà di questi posti è stata reintegrata.

Inoltre, un sondaggio dell'American Hotel Lodging Association ha rilevato che il 74% degli hotel statunitensi afferma che arriveranno ulteriori licenziamenti se l'industria non ottiene ulteriore assistenza federale.

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