12:10 21 Ottobre 2020
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Secondo un'intervista rilasciata al Fuldaer Zeitung dal vescovo emerito di Fulda, monsignor Heinz Josef Algermissen, Papa Francesco sarebbe preoccupato dal dibattito in corso tra i vescovi tedeschi su questioni considerate tabù e "contrarie al magistero". Il Papa avrebbe inviato una lettera per richiamare i vescovi, ma loro l'avrebbero "ignorata".

Papa Francesco sarebbe preoccupato dalla deriva che sta prendendo il dibattito sulle riforme tra i vescovi tedeschi. Il cammino sinodale si è aperto lo scorso gennaio a Francoforte per rispondere alla crisi della Chiesa in Germania, dopo il terremoto provocato a partire dal 2010 dallo scandalo degli abusi sessuali e la vera e propria emorragia di fedeli con cui la chiesa cattolica tedesca deve fare i conti dal 2019.

I temi al centro della riflessione ancora in corso, riassunti all’epoca da Avvenire, riguardano la vita sacerdotale, il ruolo delle donne, l’amore e la sessualità. “L’obiettivo di questo cammino – aveva detto il cardinale Reinhard Marx proprio in occasione della prima assemblea nella città sul Meno – è arrivare a qualcosa che serva all’unità della Chiesa”.

Ma le polemiche non sono mancate, visto che sul tavolo, in questi mesi, sono apparsi temi tabù per il magistero, come la messa in discussione del celibato per i religiosi, il sacerdozio femminile e l’apertura alle coppie arcobaleno.

Secondo le dichiarazioni rese dal vescovo emerito di Fulda, Heinz Josef Algermissen, al quotidiano della città dell’Assia, Fuldaer Zeitung, riprese dal Messaggero, Francesco in una lettera inviata lo scorso anno proprio ai vescovi teutonici, avrebbe chiesto ai rappresentanti della chiesa tedesca di non concentrare il dibattito in corso su questioni tabù, “contrarie al magistero”.

La missiva indirizzata al “popolo pellegrino di Dio in Germania”, avrebbe detto proprio Francesco al monsignore, in un colloquio che si è tenuto dopo la tradizionale udienza del mercoledì, non sarebbe stata però "tenuta in considerazione" da chi di dovere.

Una situazione questa, che, ha rivelato monsignor Algermissen alla Fuldaer Zeitung, preoccuperebbe in modo “drammatico” Papa Francesco. In discussione, oltre all’abolizione del celibato, l’apertura alle donne-prete e alle coppie gay, c’è anche la questione della trasparenza sul piano finanziario e la linea dura sulla gestione dei casi di pedofilia.

Il cardinale di Monaco, Reinhard Marx, che ha avviato il processo di riforme in Germania, fa anche parte del C6, il consiglio dei porporati che affiancano il Papa nella riforma della Curia, che si riunirà nuovamente domani in videoconferenza, per la prima volta dall’inizio dell’emergenza sanitaria.

Secondo i vaticanisti a tenere banco ci sarà sicuramente il tema delle finanze vaticane, dopo gli ultimi scandali scoppiati all’interno delle mura leonine, e lo stato dei lavori per la nuova Costituzione. Secondo quanto riportato da Il Giornale, il Papa vorrebbe accelerare il processo riformatore proprio in virtù delle ultime vicende.

Può essere considerato un primo passo in questo senso l’avvicendamento nella Commissione Cardinalizia di Vigilanza della banca vaticana, lo IOR, del cardinale filippino Luis Antonio Tagle, dell'elemosiniere Konrad Krajewski e dell'arcivescovo dell'Aquila, Giuseppe Petrocchi, che prenderanno il posto dei cardinali Collins, Bozanic e Parolin.

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