11:59 20 Ottobre 2020
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Padre Pier Luigi Maccalli e Nicola Chiacchio hanno raccontato ai magistrati della procura di Roma i particolari della loro prigionia. E nel giorno del loro ritorno a casa è arrivata la notizia dell'uccisione, un mese fa, della missionaria svizzera, Beatrice Stoeckli, prigioniera dello stesso gruppo jihadista.

Sono arrivati all’aeroporto di Ciampino venerdì pomeriggio, Padre Pier Luigi Maccalli e Nicola Chiacchio. Ad accoglierli il premier italiano, Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. I due italiani tenuti prigionieri in Mali da tre differenti gruppi jihadisti legati al network di Al Qaeda, si sono spogliati degli abiti tradizionali maliani con cui sono stati liberati e sono scesi dall’aereo che li ha riportati a Roma indossando tute sportive e la mascherina.  

Padre Maccalli, rapito a Bomoanga, in Burkina Faso, nel settembre del 2018, e Nicola Chiacchio, sequestrato in Mali, hanno condiviso l’esperienza della prigionia dal mese di marzo del 2019. Un anno e otto mesi fatto di “lunghi spostamenti” nel Sahel, “a bordo di moto e barche”. Sono passati nelle mani di tre diversi gruppi terroristici: prima i pastori fulani, poi miliziani arabi e, infine, guerriglieri tuareg.

Ad ascoltare il racconto dei due ostaggi liberati sono stati i pm romani Sergio Colaiocco e Francesco Dall’Olio, che in questi mesi si sono occupati del caso. Maccalli e Chiacchio, citati dall’Adnkronos, hanno detto non essere mai stati minacciati di morte dai sequestratori. Il momento più critico, però, è stato quando Luca Tacchetto, 31enne padovano rapito con la fidanzata canadese, Edith Bias, in Burkina Faso nel dicembre del 2018, è riuscito a scappare, nel marzo scorso.

Secondo la ricostruzione del sacerdote e del suo compagno di prigionia, i sequestratori avrebbero incatenato tutti gli ostaggi agli alberi per alcuni giorni. “Poi la situazione si è tranquillizzata”, hanno aggiunto i nostri connazionali, interrogati dai magistrati nella caserma dei Ros.

Padre Maccalli ha rivissuto anche le primissime fasi del suo rapimento. A tradire il sacerdote sarebbe stata una persona che frequentava la sua parrocchia a Bomoanga, che dietro compenso avrebbe segnalato la sua presenza ai sequestratori. “Sono arrivati con sei moto e mi hanno portato via”, ha detto il religioso. Tra gli aneddoti più significativi, poi, c’è quello del regalo che i rapitori hanno fatto a padre Gigi nel giorno del suo compleanno: una radio, con la quale, raccontano, “abbiamo avuto notizie sulla diffusione del coronavirus in Europa”.

Secondo il quotidiano Libero, Nicola Chiacchio, invece, avrebbe simulato la conversione all’Islam, per ricevere un trattamento migliore dai rapitori. Anche Soumaila Cissé, il leader dell’opposizione laica maliana, tenuto prigioniero assieme a padre Maccalli, Chiacchio e alla cooperante francese, Sophie Petronin, ha raccontato dei lunghi spostamenti nel deserto del Sahel a bordo di motociclette, barche e cammelli, in un’intervista con il canale TV5.

“Sono stato detenuto sei mesi nel Sahara in più di 20 posti diversi”, ha detto Cissé, citato dall’Associated Press. Nella stessa intervista ha raccontato di non aver subito violenza ma di aver vissuto in condizioni estremamente difficili nel deserto, senza neppure le medicine, e isolato dagli ostaggi europei.

È tornata a casa, in Francia, anche la volontaria 75enne Sophie Petronin, accolta all’aeroporto militare Villacoublay di Parigi dal presidente Emmanuel Macron. La donna, che si è convertita all’Islam e si fa chiamare Mariam, ha detto di essere stata trattata bene dai rapitori. “Ho pregato molto perché avevo molto tempo - ha detto ai giornalisti – ho trasformato la prigionia in un ritiro spirituale, se si può dire così”.

La missionaria svizzera uccisa dai jihadisti 

La festa per il ritorno a casa dei quattro ostaggi liberati, però, è stata rovinata dalla notizia dell’uccisione, un mese fa, di Beatrice Stoeckli, cittadina svizzera rapita nel 2016 dallo stesso gruppo estremista. Ad informare le autorità svizzere sarebbero stati proprio gli 007 francesi, dopo aver ascoltato la testimonianza di Sophie Petronin. Il ministro degli Esteri di Berna, Ignazio Cassis, in un comunicato ufficiale, ha condannato l’accaduto ed ha espresso vicinanza ai parenti della donna.

Beatrice Stoeckli, missionaria di Basilea che lavorava a Timbuctù, è stata rapita quattro anni fa in Mali. Era la secondo volta che veniva sequestrata da un gruppo jihadista, dopo un primo rapimento avvenuto nel 2012, fa sapere l’agenzia di stampa AFP. Non si sa nulla invece, delle sorti degli altri prigionieri nelle mani del Gruppo di sostegno all’Islam e ai musulmani: il medico australiano Ken Elliot, la suora colombiana Gloria Cecilia Narvaez Argoti, Christo Bothma, cittadino sudafricano e Julian Ghergut, romeno.

La liberazione degli ostaggi italiani

Padre Pier Luigi Maccalli e Nicola Chiacchio sono stati liberati giovedì scorso assieme al politico maliano Soumaila Cissé e alla volontaria francese Sophie Petronin. Sembra che il governo maliano sia riuscito ad ottenere la consegna degli ostaggi in cambio della liberazione di quasi 200 miliziani islamisti detenuti nelle carceri di Bamako. I nostri connazionali sono atterrati ieri pomeriggio all'aeroporto di Ciampino, accolti dalle autorità italiane.

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