12:46 21 Ottobre 2020
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Il ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia ha affermato che non si escludono potenziali future limitazioni di spostamento tra le Regioni, in relazione all'aumento dei casi di coronavirus nel paese.

Secondo Francesco Boccia l'obbligo di mascherina a livello nazionale potrebbe non essere abbastanza e che in futuro si potrebbe ricorrere a limitazioni di spostamento tra le Regioni. 

"Le limitazioni di spostamento tra le Regioni non possono essere escluse, non si può escludere nulla in questo momento. Dobbiamo difendere il lavoro e la salute a tutti i costi. La mobilità tra le Regioni deve essere salvaguardata, ma la situazione dovrà essere monitorata giorno per giorno. Appena c'è una spia che si accende bisogna intervenire", ha dichiarato Boccia in onda sul The Breakfast Club di Radio Capital.

Dunque l'esecutivo starebbe monitorando la situazione in relazione all'aumento di casi di coronavirus nel paese e, nel prossimo dcpm, che sarà varato il 15 ottobre, potrebbero arrivare nuove restrizioni su mezzi pubblici e una riduzione del limite massimo di partecipanti per feste private ed eventi pubblici. Tra questi si vorrebbero introdurre limitazioni di spostamento all'interno dei confini nazionali.

“La risalita dei contagi era prevedibile”

“La risalita dei contagi era prevedibile” afferma Boccia, mentre “le terapie intensive sono state rafforzate".

"Questi sono numeri diversi rispetto a quelli di aprile, anche se il virus c’è e bisogna conviverci. Come governo non fissiamo nessuna asticella”, ha continuato il ministro . E sui test rapidi: “Non è accettabile aspettare ore e ore per fare un tampone. Bisogna potenziare i servizi sanitari, stiamo lavorando sui test rapidi perché si possano fare ovunque”. Sui test rapidi invece ha affermato che è "inaccettabile aspettare ore e ore per fare un tampone" e che di conseguenza "bisogna potenziare i servizi sanitari", e che il governo sta lavorando affinché "si possano fare ovunque". 

Il nuovo dcpm del 15 ottobre

Lo stato d'emergenza, in scadenza il 15 ottobre, dovrà essere rinnovato per dare vigore di legge al decreto del presidente del Consiglio emanato il 07.10.2020 della durata di 30 giorni. Il governo quindi potrebbe valutare di procedere prioritariamente con il rinnovo dello stato d'emergenza per dare legittimità al nuovo dpcm e prorogare le regole dell'attuale decreto per altri sette giorni. 

Resta salvo l'obbligo di mascherina che entrerebbe immediatamente in vigore con multe da 400 a 1000 euro per i trasgressori. La sanzione massima iniziale di 3.000 euro, prevista a marzo, da fine maggio è stata ridotta e tale riduzione dovrebbe essere mantenuta nel provvedimento. L'obbligo prevede l'utilizzo continuato della mascherina all'aperto e al chiuso, a qualsiasi ora del giorno. Sono previste eccezioni quando si è in auto da soli o assieme a congiunti, quando si fa attività motoria mantenendo un distanziamento di due metri, in moto o in bicicletta. Multe anche per i locali che non fanno rispettare l'obbligo che rischiano anche la sospensione dell'attività da 5 a 30 giorni.

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