11:29 30 Ottobre 2020
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Un gruppo di giornalisti russi che si trovavano all'interno della cattedrale di Shushi, nel Nagorno-Karabakh, è finito vittima di un bombardamento. Lo riferisce il corrispondente di Sputnik nella regione contesa.

In seguito all'ennesimo bombardamento sulla cattedrale del Cristo Salvatore (Kazanchetsots) di Shushi, nel Nagorno-Karabakh, sono rimasti feriti alcuni giornalisti che si trovavano all'interno del luogo di culto.

Lo riferisce il corrispondente di Sputnik nella regione contesa:

"Il bombardamento ha colpito lo stesso punto già bersagliato questa mattina. Purtroppo ci sono dei feriti, tra di loro anche dei giornalisti russi", ha spiegato la fonte.

In precedenza era stato riferito che le forze armate dell'Azerbaigian avevano colpito con un bombardamento la cattedrale  Kazanchetsots, la principale della città di Shushi, costruita nel XIX secolo e restaurata nel corso degli anni Novanta del XX secolo.

Sulla propria pagina Facebook, il ministro degli Esteri armeno Zohrab Mnatsakanyan ha condannato l'accaduto, accusando Azerbaigian di aver "deliberatamente bombardato" la cattedrale di Kazanchetsots.

Il post è stato accompagnato da alcune fotografie che rendono conto della distruzione causata dai bombardamenti di artiglieria.

Il Ministero della Difesa azero ha escluso che l'esercito di Baku possa aver preso di mira un luogo di valore storico e culturale, oltre che un importante luogo di culto.

Escalation nel Nagorno-Karabakh e storia del conflitto

La situazione nella regione contesa del Caucaso meridionale è peggiorata lo scorso 27 di settembre, dopo che Armenia e Azerbaigian hanno dato vita a reciproci scontri a fuoco e provocazioni militari lungo la linea di contatto. L'escalation ha spinto entrambi i Paesi a introdurre la legge marziale e la mobilitazione.

Lo scorso 1 di ottobre i presidenti di Russia, Stati Uniti e Francia hanno pubblicato una dichiarazione congiunta nella quale veniva condannata l'escalation in atto nel Nagorno-Karabakh.

Il conflitto nella regione è iniziato nel febbraio del 1988, quando la Regione Autonoma del Nagorno-Karabakh proclamò l'indipendenza dalla Repubblica Socialista Sovietica dell'Azerbaigian. Nell'area è scoppiato un conflitto armato tra il 1992 al 1994, da allora sono stati avviati negoziati per la normalizzazione del conflitto con la mediazione del gruppo di Minsk dell'OSCE, guidato da Russia, Stati Uniti e Francia.

L'Azerbaigian insiste sulla conservazione della propria integrità territoriale mentre l'Armenia protegge gli interessi della repubblica non riconosciuta del Nagorno-Karabakh, che non è parte del negoziato.

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