12:01 21 Ottobre 2020
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Ieri anche la Grecia aveva richiamato il proprio ambasciatore a Baku in seguito alle accuse lanciate dall'Azerbaigian e relative al fatto che il governo di Atene avrebbe ignorato dei presunti tentativi di reclutamento di guerriglieri da inviare nel Nagorno-Karabakh avvenuti nel Paese ellenico.

La Repubblica di Azerbaigian ha annunciato il ritiro del proprio ambasciatore dalla Grecia in seguito alla presunta partecipazione di alcuni cittadini ellenici negli scontri in atto nella regione contesa del Nagorno-Karabakh.

"Nell'ambito del nuovo atto di aggressione, perpetrato dalle forze armate armene contro la Repubblica di Azerbaigian il 27 settembre di quest'anno, abbiamo notificato al Ministero degli Esteri greco la notizia dell'arrivo di cittadini di origine armena da Paesi stranieri, tra cui la Grecia, nei territori occupati dell'Azerbaigian. Al fine di fornire tali informazioni alla seconda parte coinvolta, è stata fatta richiesta per un'indagine corrispondente. In seguito alla decisione della Grecia di richiamare il proprio ambasciatore per delle consultazioni, l'ambasciatore della Repubblica di Azerbaigian nella Repubblica di Grecia è stato richiamato per delle consultazioni", si legge nella nota diffusa dall'ufficio stampa del Ministero degli Esteri di Baku.

In precedenza il Ministero degli Esteri di Atene ha definito inaccettabili le affermazioni del governo azero in merito ad una tolleranza da parte del governo greco rispetto a dei presunti tentativi reclutamento di terroristi da inviare a combattere nel conflitto nel Nagorno-Karabakh e ha annunciato l'intenzione di richiamare il proprio ambasciatore per delle consultazioni.

Escalation nel Nagorno-Karabakh e storia del conflitto

La situazione nella regione contesa del Caucaso meridionale è peggiorata lo scorso 27 di settembre, dopo che Armenia e Azerbaigian hanno dato vita a reciproci scontri a fuoco e provocazioni militari lungo la linea di contatto. L'escalation ha spinto entrambi i Paesi a introdurre la legge marziale e la mobilitazione.

Lo scorso 1 di ottobre i presidenti di Russia, Stati Uniti e Francia hanno pubblicato una dichiarazione congiunta nella quale veniva condannata l'escalation in atto nel Nagorno-Karabakh.

Il conflitto nella regione è iniziato nel febbraio del 1988, quando la Regione Autonoma del Nagorno-Karabakh proclamò l'indipendenza dalla Repubblica Socialista Sovietica dell'Azerbaigian. Nell'area è scoppiato un conflitto armato tra il 1992 al 1994, da allora sono stati avviati negoziati per la normalizzazione del conflitto con la mediazione del gruppo di Minsk dell'OSCE, guidato da Russia, Stati Uniti e Francia.

L'Azerbaigian insiste sulla conservazione della propria integrità territoriale mentre l'Armenia protegge gli interessi della repubblica non riconosciuta del Nagorno-Karabakh, che non è parte del negoziato.
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