12:23 21 Ottobre 2020
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I terroristi che in questo momento ancora combattono a Idlib potrebbero rientrare in Europa attraverso la Turchia, ha riferito a Sputnik il presidente siriano Bashar Assad.

A Idlib, in Siria, combattono terroristi provenienti dalla Russia, dall'Europa e dai paesi arabi, che ora però tentano di rientrare nei loro Paesi nativi passando attraverso il territorio della Turchia.

Ad affermarlo nel corso di un'intervista rilasciata a Sputnik è il presidente della Repubblica Araba Siriana Bashar Assad:

"Proprio lì [a Idlib, ndr] è concentrata la maggior parte dei terroristi stranieri presenti in Siria, quindi o devono andarsene in Turchia, attraverso la quale sono giunti in Siria, o tornare nei rispettivi Paesi, o morire in Siria", ha spiegato Assad, specificando che la maggioranza dei militanti islamisti sono arrivati proprio dal Vecchio Continente per combattere in territorio siriano.

Il presidente della Siria ha poi chiarito che la maggior parte dei terroristi hanno intenzione di rientrare in Europa:

"Per la maggior parte [rientrano, ndr] in Europa. Alcuni di loro sono venuti dalla Russia, dai paesi arabi, da molti Paesi del mondo. Tutti questi jihadisti sono voluti venire a combattere in Siria", ha riassunto Assad.

Nel corso della stessa intervista il presidente Assad ha affermato che la guerra nel suo Paese non potrà dichiararsi terminata finché rimarranno ancora terroristi e ha riconosciuto l'importante apporto della Russia nella lotta all'ISIS in Siria e in Medio Oriente.

Il capo di stato siriano ha definito l'ingresso della Russia in guerra come uno dei tre punti di svolta chiave, insieme ai primi casi di liberazione di terre dai terroristi del Fronte Nusra nel 2013 e poi all'improvvisa comparsa dello Stato Islamico, sostenuti dagli Stati Uniti e la loro successiva conquista di aree importanti nel 2014.

La guerra in Siria

Il conflitto armato in Siria va avanti fin dal 2011. A fine 2017 è stata annunciata la vittoria da contro il gruppo terroristico dello Stato Islamico nella regione.

In alcune zone, tuttavia, continuano gli scontri con i miliziani islamisti, che detengono ancora il controllo di alcuni centri urbani.

In questo momento al centro dell'agenda vi sono la normalizzazione politica e la ricostruzione del Paese, così come il tentativo di far ritornare alle proprie abitazioni tutti i profughi.

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