05:49 24 Ottobre 2020
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Il conflitto tra Armenia e Azerbaigian nella regione contesa del Nagorno-Karabakh va avanti ormai dallo scorso 27 di settembre.

L'Esercito di difesa dell'autoproclamata Repubblica del Nagorno-Karabakh ha reso noto che nella mattinata odierna sono ripresi i combattimenti con le forze azere sulla linea di contatto della regione contesa.

"Sono ripresi i combattimenti nelle zone meridionale e settentrionale [della linea del fronte, ndr]. I distaccamenti dell'Esercito di difesa continuano con determinazione a controllare la situazione e a respingere le azioni del nemico", ha riferito il dicastero sulla propria pagina ufficiale Facebook.

E' stato inoltre riferito che, nel corso della notte appena trascorsa, il clima si è mantenuto teso su tutta la linea del fronte, senza cambiamenti sensibili alla situazione tattica e strategica. 

In alcuni distretti sono comunque continuati gli scontri a fuoco e i bombardamenti di artiglieria, si conclude nella nota.

Il Ministero della Difesa armeno, a sua volta, ha dichiarato che le forze del Karabakh hanno respinto un attacco dell'esercito azero nella zona meridionale del fronte.

La portavoce del dicastero, Shushan Stepanyan, ha precisato che nella primissima mattinata i distaccamenti azeri hanno tentato di avanzare in direzione sud, riportando tuttavia perdite per 20 soldati, rimasti uccisi o feriti, e 3 veicoli militari.

Escalation nel Nagorno-Karabakh e storia del conflitto

La situazione nella regione contesa del Caucaso meridionale è peggiorata lo scorso 27 di settembre, dopo che Armenia e Azerbaigian hanno dato vita a reciproci scontri a fuoco e provocazioni militari lungo la linea di contatto. L'escalation ha spinto entrambi i Paesi a introdurre la legge marziale e la mobilitazione.

Lo scorso 1 di ottobre i presidenti di Russia, Stati Uniti e Francia hanno pubblicato una dichiarazione congiunta nella quale veniva condannata l'escalation in atto nel Nagorno-Karabakh.

Il conflitto nella regione è iniziato nel febbraio del 1988, quando la Regione Autonoma del Nagorno-Karabakh proclamò l'indipendenza dalla Repubblica Socialista Sovietica dell'Azerbaigian. Nell'area è scoppiato un conflitto armato tra il 1992 al 1994, da allora sono stati avviati negoziati per la normalizzazione del conflitto con la mediazione del gruppo di Minsk dell'OSCE, guidato da Russia, Stati Uniti e Francia.

L'Azerbaigian insiste sulla conservazione della propria integrità territoriale mentre l'Armenia protegge gli interessi della repubblica non riconosciuta del Nagorno-Karabakh, che non è parte del negoziato.

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