20:52 24 Ottobre 2020
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Dallo scorso 27 di settembre va avanti l'escalation tra Armenia e Azerbaigian nella regione contesa del Nagorno-Karabakh.

Una serie di esplosioni sono state udite nella notte a Stepanakert, la capitale dell'autoproclamata Repubblica del Nagorno-Karabakh.

Le deflagrazioni, secondo quanto riferito dal corrispondente di Sputnik, sono state accompagnate dal suono delle sirene di allarme anti-aereo, che hanno risuonato in città ad intervalli regolari per quasi tutto il corso della nottata.

Per occultare la città in caso di eventuali bombardamenti, gli abitanti hanno iniziato a spegnere le illuminazioni nelle proprie case, anche se è da notare il fatto che tutta Stepanakert sia rimasta già priva di elettricità e acqua.

Ieri le autorità del Ministero della Difesa armeno hanno riferito che l'Azerbaigian aveva iniziato una offensiva su vasta scala nella zona meridionale del fronte nel Nagorno-Karabakh.

Escalation nel Nagorno-Karabakh e storia del conflitto

La situazione nella regione contesa del Caucaso meridionale è peggiorata lo scorso 27 di settembre, dopo che Armenia e Azerbaigian hanno dato vita a reciproci scontri a fuoco e provocazioni militari lungo la linea di contatto. L'escalation ha spinto entrambi i Paesi a introdurre la legge marziale e la mobilitazione.

Il conflitto nella regione è iniziato nel febbraio del 1988, quando la Regione Autonoma del Nagorno-Karabakh proclamò l'indipendenza dalla Repubblica Socialista Sovietica dell'Azerbaigian. Nell'area è scoppiato un conflitto armato tra il 1992 al 1994, da allora sono stati avviati negoziati per la normalizzazione del conflitto con la mediazione del gruppo di Minsk dell'OSCE, guidato da Russia, Stati Uniti e Francia.

L'Azerbaigian insiste sulla conservazione della propria integrità territoriale mentre l'Armenia protegge gli interessi della repubblica non riconosciuta del Nagorno-Karabakh, che non è parte del negoziato.

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