05:56 24 Ottobre 2020
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Gli stati europei non potranno acquisire dati personali e farli gestire da società di telecomunicazioni. L'unica eccezione è rappresentata da motivi di sicurezza nazionale.

La corte di giustizia europea ha bocciato le norme di Regno Unito, Belgio e Francia sulla raccolta e conservazione indiscriminata dei dati personali da parte delle società di telecomunicazioni e degli Internet service provider per motivi di "intelligence".

In seguito al reclamo da parte di alcune associazioni per la tutela del diritto alla riservatezza dei dati in merito ad alcuni casi di applicazione della direttiva europea sulla ePrivacy, che riguarda specificamente le comunicazioni elettroniche, la Corte di giustizia dell’Unione europea ha bocciato le norme di Regno Unito, Belgio e Francia che impongono la raccolta e la conservazione indiscriminata dei dati personali.

La Corte ha giudicato tali norme contrarie alla Direttiva europea ePrivacy e confermato che il diritto dell’Unione si oppone a questo tipo di disposizioni salvo quando siano giustificate da una “grave minaccia” alla sicurezza nazionale.

"(La ePrivacy Directive dell’Ue del 2002, ndr) proibisce alle leggi nazionali di imporre ai fornitori di servizi di comunicazioni elettroniche di effettuare una trasmissione generale e indiscriminata dei dati del traffico e dei dati del posizionamento geografico verso le agenzie di sicurezza e di investigazione allo scopo di difendere la sicurezza nazionale" ha affermato nel suo comunicato per la stampa la Corte di Giustizia europea.

​Le limitazioni al diritto alla privacy possono essere introdotte solo in presenza di gravi minacce alla sicurezza nazionale con prove fondate o prevedibili: "Possono esistere leggi nazionali che chiedono di conservare specifici dati, ma solo sulla base di fattori obiettivi e non-discriminatori, a seconda delle categorie di persone coinvolte o usando un criterio geografico" si legge nel comunicato.

I dati andranno comunque conservati per un periodo di tempo limitato ed estendibile solo se la minaccia alla sicurezza nazionale o pubblica persiste o in presenza di gravi reati.

Gran Bretagna: stop al flusso dei dati una volta completata la Brexit

Nei confronti di Gran Bretagna, Belgio e Francia i giudici hanno emesso due sentenze separate che gli osservatori giudicano, da un lato, una vittoria per le associazioni pro-privacy, dall’altro, un colpo inferto al Regno Unito alla vigilia dell’uscita dall’Unione europea.

La Gran Bretagna dovrà inoltre mettere uno stop al flusso di dati che si indirizza verso l’agenzia nazionale di intelligencde, GCHQ, grazie a quanto previsto dalla sua legge Investigatory Powers Act, che chiede agli operatori mobili e agli Internet service provider di conservare per un anno tutti i dati dei loro clienti, anche se non sospettati di reati. La legge autorizza la Polizia a esaminare, senza mandato, a quali server e quando una persona si è connessa.

A fine settembre la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha sostenuto le misure delle autorità francesi riguardo alle norme per gli affitti di breve periodo ai turisti, in particolare sulla piattaforma online Airbnb.

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