00:45 22 Ottobre 2020
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In aumento a Singapore le controversie tra vicini per il fumo passivo su balconi e finestre. Il governo pensa a delle multe per risolvere il problema.

Una commissione parlamentare governativa ha chiesto il divieto ai residenti della città Stato di Singapore di fumare vicino alle finestre o sui balconi delle loro case al fine di ridurre al minimo gli effetti del fumo passivo sui vicini.

La cattiva abitudine sarebbe in aumento per via del fatto che la gente ora passa più tempo in casa.

Louis Ng, che presiede il GPC, una speciale commissione parlamentare governativa per la sostenibilità e l'ambiente, ha osservato che 383 persone a Singapore sono morte a causa del fumo passivo nel 2016 e che la cattiva abitudine di fumare alle finestre o sui balconi sarebbe in aumento per via del fatto che i cittadini ora passano più tempo in casa costretti dalle restrizioni imposte dal coronavirus.

"Si tratta di una persona che muore in media ogni giorno. Dobbiamo fare qualcosa", ha detto Ng alla Camera, lunedì 5 ottobre.

Il GPC sostiene quindi il divieto per i residenti di fumare negli appartamenti, ed il signor Ng, argomentando la mozione, ha spiegato di essere stato motivato dagli stessi residenti che hanno voluto condividere con lui le proprie esperienze.  

  • Durante il suo intervento, ha citato una giovane madre il cui bambino ha un'infezione polmonare. Il suo vicino fuma a mezzanotte e il fumo passivo si diffonde nella loro stanza quando dormono.
  • Un altro residente che vive con i suoi genitori anziani si sveglia nel cuore della notte per chiudere le finestre in modo che i suoi genitori non inalino il fumo passivo. Ma questo significa che non c'è ventilazione mentre dormono, ha raccontato Ng, aggiungendo altri episodi per perorare la sua causa.

Il problema del fumo passivo è persistito negli anni ed è peggiorato, ha affermato Ng, che non ha mancato di specificare come con la crisi del coronavirus e l’isolamento sociale la questione non possa che peggiorare.

Nei primi quattro mesi di quest'anno, l'Agenzia nazionale dell'ambiente (NEA) ha ricevuto 11.400 denunce relative al fumo, un aumento del 20% rispetto allo scorso anno, ha osservato, aggiungendo che l'aumento è stato in gran parte dovuto alle persone che fumano dentro o vicino alle case.

Fumo passivo in aumento a causa dello smart working

Con più persone che lavorano da casa a causa della pandemia di coronavirus, il numero di controversie sul fumo di sigaretta si è intensificato e il ‘Centro di mediazione comunitaria’ sta ricevendo il quadruplo (da due a otto al mese) delle segnalazioni, ha detto.

Molti hanno cercato di rivolgersi alle autorità per chiedere aiuto e cercare una mediazione, ma hanno trovato tali canali inefficaci, ha osservato.

All’obiezione secondo la quale questo intervento potrebbe essere visto come un approccio normativo intrusivo, Ng ha risposto che vi sono già leggi in vigore che frenano il comportamento delle persone a casa, come la legge contro la nudità se gli altri possono vederla.

In risposta, l'Alto Ministro di Stato per la Sostenibilità e l'Ambiente Amy Khor ha affermato che tale legislazione sarebbe "altamente intrusiva" e che ci sarebbero sfide pratiche significative nell'applicazione.

"Questo aggraverà le preoccupazioni esistenti sulla privacy e sulla violazione dei diritti del proprietario sul proprio spazio privato", ha detto.

Secondo il ministero, meglio sarebbe lavorare per rafforzare nuove norme sociali, una maggiore responsabilità sociale, trovare il modo di facilitare il dialogo tra vicini e studiare metodi efficaci per redimere le controversie.

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