00:41 22 Ottobre 2020
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Le proteste in Bielorussia dopo le elezioni presidenziali (122)
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Il presidente del Consiglio europeo ha detto che l'Ue sostiene un dialogo inclusivo in Bielorussia. Al momento le sanzioni non colpiscono personalmente il presidente Lukashenko.

"Le sanzioni non sono un obiettivo a sé, sono uno strumento della nostra politica, non appena le sanzioni saranno adottate, possiamo mitigarle, cancellarle, estenderle, rafforzarle". Così il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha risposto alle critiche di alcuni europarlamentari relative all'esclusione del presidente bielorusso, Alexandr Lukashenko, nell'elenco delle sanzioni.

Michel ha anche sottolineato che la Ue cerca un dialogo inclusivo con la Bielorussia e che la questione delle sanzioni non è un capitolo chiuso, ma l'elenco verrà esaminato periodicamente in base alla situazione del Paese. 

"Torneremo periodicamente sulla questione della Bielorussia per capire come andare avanti per prendere decisioni in base allo sviluppo degli eventi, sia positivi che negativi", ha chiarito Michel.

Il 2 ottobre, l'UE ha aggiunto 40 nomi alla lista nera di personalità sanzionate a causa "della gravità della situazione in Bielorussia". Nell'elenco non figura il presidente Lukashenko.

Ai provvedimenti unilaterali dell'Europa, Minsk ha risposto imponendo sanzioni di rappresaglia nei confronti dell'UE.

In Bielorussia, intanto, continuano le proteste per il vaglio delle elezioni presidenziali del 9 agosto, che hanno concesso il sesto mandato ad Alexandr Lukashenko, al potere dal 1994.

Secondo il conteggio ufficiale, Lukashenko ha ottenuto l'80,1% dei voti, seguito da Svetlana Tikhanovskaya, con il 10,12%, ma l'opposizione non ha riconosciuto l'esito elettorale denunciando presunte irregolarità durante il voto e chiedendo di ripetere il processo elettorale, ipotesi che Minsk ha escluso categoricamente.

Tema:
Le proteste in Bielorussia dopo le elezioni presidenziali (122)
Tags:
Bielorussia, UE
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