00:48 22 Ottobre 2020
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Nella giornata di ieri nella capitale kirghiza di Bishkek sono scoppiate violente proteste in seguito alla pubblicazione dei risultati preliminari delle elezioni parlamentari.

Il Comitato elettorale centrale del Kirghizistan ha dichiarato non valido l'esito delle elezioni parlamentari tenutesi nel paese domenica scorsa. Lo rende noto uno dei membri del Comitato, Gulnara Dzhurabaeva.

"Il Comitato elettorale centrale con dodici voti a favore ha approvato la mozione per invalidare l'esito delle elezioni", ha scritto la Dzhurabaeva sulla propria pagina Facebook.

Secondo i dati preliminari, solo 5 cinque formazioni sarebbero riusciti ad ottenere l'accesso al Parlamento di Bishkek: i partiti di maggioranza "Birimdik (24,52%) e "Mekenim Kyrgyzstan" (23,89%) e i centristi "Kyrgyzstan" (8,73%) e "Butun Kyrgyzstan (7,11%).

Tutti gli altri schieramenti, infatti, non avevano superato la soglia di sbarramento del 7% prevista dalla legge elettorale.

Il presidente della Repubblica Sooronbay Jeenbekov ha definito la questione della compravendita dei consensi un problema reale nell'ambito del processo elettivo.

Le proteste in Kirghizistan

Nella giornata di lunedì, nella capitale kirghiza di Bishkek sono scoppiate delle proteste in seguito all'annuncio dei risultati preliminari delle elezioni parlamentari tenutesi domenica.

Circa 2.000 dimostranti sono scesi in piazza, chiedendo di ritornare al voto dopo che i partiti da loro supportati non erano riusciti a superare la soglia di sbarramento del 7% e ottenere dei seggi in Parlamento.

Nel corso della notte, un gruppo organizzato di manifestanti ha fatto irruzione nell'area della Casa Bianca, sede del parlamento e dell'amministrazione presidenziale del Kirghizistan, dando alle fiamme una parte dell'edificio e compiendo atti di vandalismo al suo interno.

A scatenare l'ira dei dimostranti è stata la mancata elezione dei rappresentanti dei partiti da loro sostenuti alle recenti elezioni parlamentari.

Sempre nel corso della notte un altro gruppo di riottosi ha occupato il municipio della capitale kirghiza; in questo caso l'annuncio è stato dato dal sindaco Aziz Surakmatov.

Nella prima mattinata le forze dell'opposizione, per voce del leader del partito di minoranza Mekenchil, hanno reso nota la propria intenzione di voler far nominare un primo ministro ad interim che possa guidare la fase di transizione nel paese.

Nella notte i manifestanti avevano anche liberato l'ex primo ministro Sapar Isakov, condannato per corruzione, e l'ex presidente Almazbek Atambayev.

Nel complesso, il Ministero della Salute kirghizo ha reso noto che il bilancio delle vittime delle proteste di massa che dalla giornata di lunedì stanno avendo luogo nella capitale è di 1 morto e almeno 590 feriti, di cui 13 in condizioni definite serie.
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