11:56 20 Ottobre 2020
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Per le autorità di Amsterdam, tuttavia, sarà molto difficile provare l'effettiva falsificazione delle dichiarazioni.

Il Servizio di immigrazione e naturalizzazione (SIN) dei Paesi Bassi ha aperto un fascicolo d'inchiesta in relazione a gruppi di migranti di origine ugandese, che si sarebbero finti omosessuali pur di avere accesso alla procedura facilitata per l'ottenimento del permesso di soggiorno.

Lo riferisce il portale neerlandese NRC. Secondo quanto si apprende, negli ultimi anni oltre 400 cittadini dell'Uganda hanno fatto domanda per il permesso di soggiorno, e molti di loro hanno dichiarato la propria omosessualità, a quanto pare proprio per approfittare della maggior facilità di ottenimento del permesso di soggiorno per cittadini di orientamento LGBT.

Le indagini avrebbero identificato almeno 200 persone che avrebbero falsificato le proprie dichiarazioni al fine di ottenere questa chiara agevolazione.

I rappresentanti del SIN hanno confrontato i racconti di diverse persone e hanno constatato una sospetta somiglianza tra di esse. Inoltre, l'agenzia ha ricevuto diverse lettere anonime, in cui veniva fatta menzione di corsi nei quali ai migranti ugandesi sarebbe stato insegnato come fingersi omosessuali.

Le autorità, tuttavia, difficilmente potranno revocare la maggioranza dei documenti di residenza, in ragione dell'enorme difficoltà nel provare l'effettiva falsificazione degli atti da parte dei dichiaranti.

In Uganda l'omosessualità è considerata un reato ed è punita con la pena dell'ergastolo.

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