15:21 31 Ottobre 2020
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La capitale dell'autoproclamata Repubblica del Nagorno-Karabakh è stata sottoposta ancora una volta a bombardamenti nella giornata di ieri.

Il capo ufficio stampa del Ministero della Difesa armeno, Shushan Stepanyan, ha recentemente pubblicato sulla propria pagina Facebook un video che rende conto dei presunti attacchi da parte delle forze armate azere sulla capitale dell'autoproclamata Repubblica del Nagorno-Karabakh, Stepanakert.

Nella sequenza filmata è possibile vedere il bombardamento della città, avvenuto il 4 ottobre, mentre sullo sfondo è possibile udire il suono di una sirena.

La seconda parte del video mostra invece le conseguenze dell'attacco: relitti di veicoli civili, abitazioni distrutte e i crateri creati dalle esplosioni dei colpi di mortaio.

Escalation nel Nagorno-Karabakh e storia del conflitto

La situazione nella regione contesa del Caucaso meridionale è peggiorata domenica scorsa, dopo che Armenia e Azerbaigian hanno dato vita a reciproci scontri a fuoco e provocazioni militari lungo la linea di contatto. L'escalation ha spinto entrambi i Paesi a introdurre la legge marziale e la mobilitazione.

Il conflitto nella regione è iniziato nel febbraio del 1988, quando la Regione Autonoma del Nagorno-Karabakh a maggioranza armena proclamò l'indipendenza dalla Repubblica Socialista Sovietica dell'Azerbaigian. Nell'area è scoppiato un conflitto armato tra il 1992 al 1994, da allora sono stati avviati negoziati per la normalizzazione del conflitto con la mediazione del gruppo di Minsk dell'OSCE, guidato da Russia, Stati Uniti e Francia.

L'autoproclamata Repubblica, che formalmente fa parte dell'Azerbaigian, ha cercato il riconoscimento internazionale, con il premier armeno Nikol Pashinyan che ha proseguito i tentativi alla luce delle crescenti tensioni nell'area contesa.

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