14:57 24 Ottobre 2020
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Questa domenica segna il settimo giorno d'intensi combattimenti nella contesa regione del Nagorno-Karabakh nel Caucaso meridionale tra le forze di difesa azerbaigiane e armene del Karabakh. Il conflitto è iniziato dopo che entrambe le parti si sono accusate a vicenda di bombardamenti e attacchi aerei a partire dal 27 settembre.

L'esercito armeno di difesa dell'Artsakh e il ministero della Difesa azero hanno pubblicato nuovi filmati di attacchi di artiglieria, aerei e missilistici l'uno contro l'altro sulle posizioni e sulle attrezzature militari.

Il filmato delle forze di difesa dell'Artsakh mostra attacchi alle posizioni azere, con grandi pennacchi di fumo che si alzano dalle rovine e aree trincerate dopo essere stati colpiti dall'artiglieria, e carri armati azeri che esplodono dopo essere stati colpiti, presumibilmente da missili anticarro.

Il video pubblicato dall'esercito azero invece mostra filmati di missili lanciati contro centri di comando dell'Artsakh, artiglieria mobile, trincee, carri armati, artiglieria missilistica e veicoli in movimento.

Il rilascio dei video arriva sulla scia delle notizie da parte armena di domenica mattina secondo cui le forze azere hanno ripreso gli attacchi alla capitale del Nagorno-Karabakh, Stepanakert, e dei rapporti da Baku secondo cui le forze armene hanno colpito aree popolate nella città azerbaigiana di Ganja.

Russia, Stati Uniti, Francia e Unione europea hanno invitato entrambe le parti a porre immediatamente fine ai combattimenti e a sedersi ai tavoli dei negoziati di pace. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha esortato l'Azerbaigian a portare avanti la guerra fino a una conclusione vittoriosa. Sabato, il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha affermato che 150 militari turchi di "alto rango" erano al comando diretto delle operazioni dell'Azerbaigian in Nagorno-Karabakh.

Escalation nel Nagorno-Karabakh e storia del conflitto

I nuovi scontri in Nagorno-Karabakh sono iniziati il 27 settembre, con entrambe le parti che si accusano a vicenda di aver iniziato l'aggressione. Almeno 36 civili e ben 3.600 soldati di entrambe le parti sono stati uccisi, con forze armene e azere che hanno anche rivendicato la distruzione di dozzine di carri armati, aerei, elicotteri, droni e trincee.

Il conflitto nella regione è iniziato nel febbraio del 1988, quando la Regione Autonoma del Nagorno-Karabakh a maggioranza armena proclamò l'indipendenza dalla Repubblica Socialista Sovietica dell'Azerbaigian. Nell'area è scoppiato un conflitto armato tra il 1992 al 1994, da allora sono stati avviati negoziati per la normalizzazione del conflitto con la mediazione del gruppo di Minsk dell'OSCE, guidato da Russia, Stati Uniti e Francia.

L'autoproclamata Repubblica, che formalmente fa parte dell'Azerbaigian, ha cercato il riconoscimento internazionale, con il premier armeno Nikol Pashinyan che ha proseguito i tentativi alla luce delle crescenti tensioni nell'area contesa.

 

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