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Tensione nel Nagorno-Karabakh (82)
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Questa domenica segna il settimo giorno d'intensi combattimenti nella contesa regione del Nagorno-Karabakh nel Caucaso meridionale tra le forze di difesa azerbaigiane e armene del Karabakh. Il conflitto è iniziato dopo che entrambe le parti si sono accusate a vicenda di bombardamenti e attacchi aerei a partire dal 27 settembre.

Le forze di difesa del Nagorno-Karabakh hanno distrutto tre caccia a reazione azeri e due carri armati, ha detto un portavoce del ministero della Difesa armeno.

"Verso le 12 [orario locale] le unità dell'Esercito di Difesa del Karabakh hanno distrutto tre aerei nemici e due carri armati nella direzione meridionale del fronte", ha riferito il portavoce Shushan Stepanyan in un post sulla sua pagina Facebook.

La parte azera non ha ancora commentato la veridicità della dichiarazione della parte armena, ma ha ripetutamente negato le affermazioni sulla distruzione dei suoi mezzi e forze militari durante l'ultima settimana di combattimenti.

Scontri nella capitale del Nagorno-Karabakh

All'inizio della giornata, le forze del Nagorno-Karabakh hanno anche segnalato la distruzione di un aeroporto militare nella città azera di Ganja. Testimoni oculari dalla parte azera hanno risposto accusando l'Armenia di effettuare attacchi missilistici "contro densi quartieri residenziali".

​Domenica mattina presto, un corrispondente di Sputnik ha riferito che le sirene dei raid aerei erano state attivate nella capitale della Repubblica di Artsakh, Stepankert,  (il nome della parte armena per il Nagorno-Karabakh), con diversi proiettili di artiglieria esplosi ai confini della città.

Lo stesso giorno, Yerevan ha anche smentito le notizie dalla parte azera secondo cui attacchi missilistici sulle città azere provenivano dall'Armenia vera e propria.

Escalation nel Nagorno-Karabakh e storia del conflitto

I nuovi scontri in Nagorno-Karabakh sono iniziati il 27 settembre, con entrambe le parti che si accusano a vicenda di aver iniziato l'aggressione. Almeno 36 civili e ben 3.600 soldati di entrambe le parti sono stati uccisi, con forze armene e azere che hanno anche rivendicato la distruzione di dozzine di carri armati, aerei, elicotteri, droni e trincee.

Il conflitto nella regione è iniziato nel febbraio del 1988, quando la Regione Autonoma del Nagorno-Karabakh a maggioranza armena proclamò l'indipendenza dalla Repubblica Socialista Sovietica dell'Azerbaigian. Nell'area è scoppiato un conflitto armato tra il 1992 al 1994, da allora sono stati avviati negoziati per la normalizzazione del conflitto con la mediazione del gruppo di Minsk dell'OSCE, guidato da Russia, Stati Uniti e Francia.

L'autoproclamata Repubblica, che formalmente fa parte dell'Azerbaigian, ha cercato il riconoscimento internazionale, con il premier armeno Nikol Pashinyan che ha proseguito i tentativi alla luce delle crescenti tensioni nell'area contesa.

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