23:30 21 Ottobre 2020
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Durante un dibattito organizzato dalla Lega il vicepresidente della Regione Calabria ha detto che avrebbe continuato a usare parole come ne*ro e fro*io fino "alla fine dei propri giorni".

Il vicepresidente e assessore alla Cultura della Regione Calabria, Nino Spirlì, a un dibattito organizzato dalla Lega e Catania è intervenuto con queste parole: 

“Dirò ne*ro fino all’ultimo dei miei giorni, dirò fro*io fino all’ultimo dei miei giorni. Che fanno? Mi tagliano la lingua? Non credo che possano arrivare a tanto. Cominciamo a difendere le vere verità nel quotidiano”.

In particolare Spirlì si è accanito sull'uso di alcune parole, che oggi nell'epoca del politically correct, sono ritenute discriminatorie e razziste. Parlando della parola ne*ro in particolare si è soffermato sul fatto che in dialetto calabrese persona di colore si dice "ni*ru, e non c’è altro modo per dirlo". A detta sua proprio per questo "nessuno mi può dire che io come minoranza calabrese non possa utilizzare il termine che meglio riconosco”.

Poi ha affermato lo stesso sulla definizione degli omosessuali, affermando che nessuno può dirgli che non si può definire ricchione perché sarebbe omofobo. Lo stesso Spirlì è omosessuale dichiarato.

"Nessuno può venire a dirmi ‘non puoi dire che sei ric*hione perché sei omofobo’. Io lo dico e guai a chi mi vuole impedire di dire la parola ric*hione per dire che sei ric*hione", ha affermato riferendosi a se stesso. "Questa è l’era della grande menzogna, siamo in mano a delle bruttissime lobby che si sono unite, hanno fatto una lobby delle lobby. Quella a cui avrei dovuto appartenere io, per esempio, è una delle peggiori: non c’è cosa più brutta della lobby fro*ia".

Sempre parlando della "lobby omosessuale" ha criticato il matrimonio e le adozioni gay chiedendosi ironicamente se qualcuno ha mai visto in natura un bambino con due madri o due padri.

Spirlì continuando ha affermato che bisogna “coprire la nostra cultura, ancora ben radicata, perché se glielo consentiamo oggi noi. Se moriamo noi, quelli che verranno dopo non avranno testimonianza di quello che era vero, perché questi sono capaci di prendere la bibbia e bruciarla. Sono nazisti. Bruciano le parole e adesso vogliono cancellarle dai dizionari, non glielo dobbiamo consentire".

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