20:47 24 Ottobre 2020
Mondo
URL abbreviato
Di
0 02
Seguici su

Le spose bambine nel 2020 potrebbero essere fino a mezzo milione in più. È questo uno degli effetti collaterali del Covid, secondo l’ultimo rapporto di Save the Children.

La pandemia, secondo i dati contenuti nel “Global Girlhood Report 2020”, pubblicato oggi dall’associazione, rischia di cancellare molti dei progressi raggiunti finora in fatto di diritti. 

La crisi economica e l’abbandono scolastico, infatti, starebbero provocando un nuovo boom di matrimoni forzati, in modo particolare in Asia, Africa e America Latina. Oltre un miliardo e mezzo di bambini, infatti, sono rimasti senza istruzione a causa del lockdown. E tra loro, le ragazze sono quelle che avranno meno possibilità di proseguire gli studi. Molte delle famiglie ridotte in povertà dalla crisi portata dalla pandemia preferiscono dare in sposa le proprie figlie piuttosto che continuare a mandarle a scuola.

I dati già parlano chiaro e fotografano l’aumento dei casi di violenza sessuale, di gravidanze precoci e di mutilazioni genitali femminili tra le bambine e le adolescenti. Potrebbero arrivare fino a 500mila entro la fine del 2020 i nuovi matrimoni forzati e, di conseguenza, potrebbero essere fino ad un milione in più le adolescenti costrette a rimanere incinte, spesso mettendo a rischio la propria incolumità, visto che questa è la principale causa di morte per le giovani nella fascia d’età compresa tra i 15 e 19 anni, soprattutto in Africa. 

L’Asia meridionale detiene il triste primato, con 191mila spose bambine. Seguono l’Africa centrale e occidentale, con 90mila e il Sud America con 73mila. “La pandemia sta spingendo sempre più famiglie verso la povertà, lasciando molte ragazze senza cibo, obbligandole a lavorare per sostenere la famiglia o costringendole ad occuparsi dei familiari malati e ad abbandonare la scuola, con possibilità molto minori di poter riprendere gli studi rispetto ai loro coetanei maschi”, ha confermato la direttrice generale di Save the Children Italia, Daniela Fatarella.

In una situazione critica come quella che stiamo vivendo in tutto il globo, spesso quella delle nozze con uomini molto più anziani viene vista dalle famiglie come l’unica alternativa possibile per le proprie figlie. “Questa decisione – ha rimarcato la direttrice dell’organizzazione - è una grave violazione dei diritti di adolescenti anche giovanissime e le espone al rischio di depressioni, continue violenze, disabilità e persino a quello della morte per parto, visto che il loro corpo non è semplicemente ancora pronto per portare a termine una gravidanza”.

Quelli contenuti nel rapporto 2020, ha continuato Fatarella, sarebbero dati al ribasso. “Siamo convinti sia solo la punta di un iceberg”, ha detto l’attivista, rendendo noto come ogni anno vengano celebrati “circa 12 milioni di matrimoni precoci, in 1 caso su 6 sotto i 15 anni”.  Il Covid, insomma, rischia di spazzare via 25 anni di lotte per i diritti delle fanciulle. Battaglie che, dalla Conferenza sulle Donne di Pechino del 1995, finora sono riuscite a salvare 78,6 milioni di baby spose.

“Ci vogliono azioni concrete per contrastare la violenza di genere e le sue radici, e bisogna porre fine ai matrimoni precoci supportando anche chi li ha subiti, con riforme legislative e piani nazionali per la salute e l’educazione”, è l’appello dell’associazione. 

I matrimoni forzati in Italia

La piaga delle spose bambine non risparmia neppure l’Italia. L’ultimo caso risale ad un paio di settimane fa, quando un pakistano è stato arrestato a Viareggio per aver minacciato la figlia con un coltello. L’obiettivo dell’uomo era quello di convincere le ragazzina quindicenne a sposarsi con un signore di 35 anni più grande di lei. Purtroppo la cronaca dei principali quotidiani testimonia come non si tratti di un caso isolato.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook