06:10 24 Ottobre 2020
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Tensione nel Nagorno-Karabakh (82)
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Il segretario generale del Consiglio d'Europa, Marija Pejcinovic Buric, ha esortato le parti in conflitto nel Nagorno Karabakh a cessare immediatamente le ostilità e ad attenersi alle istruzioni della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU).

"Chiedo alle parti in conflitto di cessare immediatamente le ostilità e di rispettare le misure provvisorie approvate dalla CEDU e volte a trovare una soluzione pacifica ed evitare una grave crisi umanitaria", afferma il comunicato di Pejcinovic Buric a disposizione di Sputnik.

Il segretario generale del Consiglio d'Europa ha osservato che si "rammarica per la morte di molte persone, compresi civili, vittime delle ostilità".

"Nessun ragionamento politico può giustificare le sofferenze di queste donne, uomini e bambini", ha detto Pejcinovic Buric.

Questa settimana l'Armenia ha denunciato davanti alla CEDU l'aggravarsi del conflitto nel Nagorno-Karabakh e ha chiesto che la corte costringa l'Azerbaigian a smettere di bombardare le strutture civili sulla linea di contatto che separa le parti del conflitto.

Ieri la CEDU ha rilasciato una dichiarazione in cui esortava Baku e Yerevan a rinunciare alle azioni - comprese quelle militari - che violano i diritti della popolazione civile.

L'escalation nel Nagorno-Karabakh e storia del conflitto

La situazione nella regione contesa del Caucaso meridionale è peggiorata domenica, dopo che Armenia e Azerbaigian hanno dato vita a reciproci scontri a fuoco e provocazioni militari lungo la linea di contatto. L'escalation ha spinto entrambi i Paesi a introdurre la legge marziale e la mobilitazione.

Il conflitto nella regione è iniziato nel febbraio del 1988, quando la Regione Autonoma del Nagorno-Karabakh a maggioranza armena proclamò l'indipendenza dalla Repubblica Socialista Sovietica dell'Azerbaigian. Nell'area è scoppiato un conflitto armato tra il 1992 al 1994, da allora sono stati avviati negoziati per la normalizzazione del conflitto con la mediazione del gruppo di Minsk dell'OSCE, guidato da Russia, Stati Uniti e Francia.

L'autoproclamata Repubblica, che formalmente fa parte dell'Azerbaigian, ha cercato il riconoscimento internazionale, con il premier armeno Nikol Pashinyan che ha proseguito i tentativi alla luce delle crescenti tensioni nell'area contesa.

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Situazione nel Nagorno-Karabakh, Unione Europea, Azerbaigian, Armenia, Nagorno-Karabakh
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