13:20 21 Ottobre 2020
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Baku ha riferito di aver causato perdite nello schieramento per oltre 2.700 uomini, tra morti e feriti.

Le forze armate di Baku hanno reso noto di aver colpito e distrutto un sistema missilitico anti-aereo S-300 in dotazione all'esercito armeno nella regione contesa del Nagorno-Karabakh.

"Nella giornata di ieri, nel corso dei combattimenti sul territorio di Shushakend, nel distretto di Khojavend, un sistema anti-aereo S-300 del nemico è stato messo fuori combattimento", si legge nella nota del dicastero.

La stessa fonte ha quindi aggiunto che almeno 2.700 soldati in forza all'esercito armeno sono stati uccisi o sono rimasti feriti nel corso dei combattimenti.

Nella giornata di ieri lo stesso Ministero della Difesa azero ha riferito di aver completamente annientato un reggimento armeno nel Nagorno-Karabhak e di aver eliminato il colonnello Karen Babayan, comandante in capo dei reparti di artiglieria della diciottesima divisione motorizzata dell'esercito armeno.

Da parte sua, l'Armenia ha diffuso la notizia dell'abbattimento di un proprio caccia SU-25 ad opera di un F-16 turco. Tale notizia è stata smentita in seguito dall'entourage presidenziale del presidente turco Erdogan.

L'escalation nel Nagorno-Karabakh

Gli scontri armati sulla linea del fronte nella regione contesa del Nagorno Karabakh sono in corso da ormai tre giorni. 

Azerbaigian e Armenia si sono vicendevolmente accusate della responsabilità dell'inasprimento della situazione. Il Ministero della Difesa azero ha affermato che ad iniziare i bombardamenti sarebbero stati i militari armeni.

A loro volta, i vertici delle forze armate di Yerevan hanno sostenuto che il territorio del Karabakh è stato sottoposto a pesanti bombardamenti missilistici da parte dell'esercito di Baku. Tutti gli attori del conflitto hanno annunciato la mobilitazione, parziale o totale, e lo stato di guerra.

Il Ministero degli Esteri russo ha invitato ambedue gli schieramenti a cessare immediatamente le ostilità e a riprendere la strada del negoziato e della diplomazia.

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