06:07 24 Ottobre 2020
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Le forze armate dell'Azerbaigian mandano un nuovo messaggio all'Armenia e promettono di colpire e distruggere i sistemi di difesa S-300 individuati in prossimità della linea di conflitto.

Le forze armate azere colpiranno e distruggeranno i sistemi di difesa anti-aerea S-300 dell'esercito armeno in avvicinamento verso il Nagorno-Karabakh.

A riferirlo è il capo ufficio stampa del Ministero della Difesa dell'Azerbaigian Vagif Dargyachli:

"Secondo quanto riferito dalla nostra intelligence, i sistemi missilistici antiaerei S-300 posti a copertura dello spazio aereo di Yerevan sono stati ritirati dalle postazioni di guardia e si stanno spostando verso i territori occupati. Affermiamo che li aspetta l'annientamento nel Nagorno-Karabakh, come per tutti i veicoli militari dell'esercito armeno. Gli ultimi combattimenti dimostrano ancora una volta che il mito dell'invincibilità delle forze armate armene è privo di fondamento", sono state le sue parole.

Quest'oggi nel corso della seduta plenaria, la Duma di Stato russa ha approvato il documento contenente la posizione ufficiale del Parlamento di Mosca su quanto sta accadendo nella regione contesa nel Nagorno-Karabakh.

I parlamentari russi hanno invitato le due parti in conflitto a riprendere la strada del negoziato e hanno espresso la propria disponibilità a mediare per contribuire a stabilizzare la situazione.

L'escalation nel Nagorno-Karabakh

Nella mattinata di domenica si è assistito ad un'escalation di violenza sulla linea del fronte nella regione contesa del Nagorno Karabakh. L'autoproclamata Repubblica aveva denunciato che le forze armate dell'Azerbaigian avevano aperto il fuoco, bersagliando la capitale Stepanakert e provocando diverse vittime tra la popolazione civile.

Azerbaigian e Armenia si sono vicendevolmente accusate della responsabilità dell'inasprimento della situazione. Il Ministero della Difesa azero ha affermato che ad iniziare i bombardamenti sarebbero stati i militari armeni.

A loro volta, i vertici delle forze armate di Yerevan hanno sostenuto che il territorio del Karabakh è stato sottoposto a pesanti bombardamenti missilistici da parte dell'esercito di Baku. Tutti gli attori del conflitto hanno annunciato la mobilitazione, parziale o totale e lo stato di guerra.

Nella serata di ieri il governo armeno ha lanciato un ultimatum alla Turchia, annunciando di essere pronta ad usare i missili Iskander qualora Ankara dovesse impiegare gli F-16.

Il Ministero degli Esteri russo ha invitato ambedue gli schieramenti a cessare immediatamente le ostilità e a riprendere la strada del negoziato e della diplomazia.

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