12:38 30 Ottobre 2020
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L'esercito armeno potrebbe far uso di armamenti ad ampio raggio per rispondere all'uso di artiglieria di grosso calibro e lanciafiamme pesanti da parte dell'Azerbaigian.

Il Ministero della Difesa armeno potrebbe vedersi costretto ad impiegare degli "armamenti ad ampio raggio" nell'escalation attualmente in corso nella regione contesa del Nagorno-Karabakh, ha riferito la capo ufficio stampa del dicastero Shushan Stepanyan.

"Il Ministero della Difesa avverte che le Forze armate armene sono costrette ad impiegare armamenti ad ampio raggio per l'annientamento delle forze nemiche, di attrezzature mobili e fisse e di veicoli militari su vasta scala", ha scritto la Stepanyan sulla propria pagina Facebook.

Stando a quanto da lei affermato, tale decisione è condizionata dal fatto che le forze armate azere stanno utilizzando già ora lanciafiamme pesanti, artiglieria di grosso calibro e sistemi missilistici Smerch:

"Questo cambia la logica e le dimensioni dello scontro armato, portandolo ad un nuovo livello", ha concluso la capo ufficio stampa.

Bersagli civili colpiti a Vardenis

Contestualmente, l'Armenia ha accusato le forze armate dell'Azerbaigian di aver bersagliato degli obiettivi civili nella zona di Vardenis:

"I droni azeri e l'aviazione hanno colpito la popolazione civile a Vardenis, abbiamo diffuso il video di un autobus in fiamme. Sono stati bombardati anche le postazioni difensiva. Fortunatamente non ci sono vittime", ha riferito il rappresentante del Ministero della Difesa Arzrun Ovannisyan in una riunione mattutina.

Anche Shushan Stepanyan ha dato conto in precedenza del bombardamento avvenuto nei pressi di Vardenis, centro situato ad appena 168 chilometri dalla capitale Yerevan.

L'escalation nel Nagorno-Karabakh

Nella mattinata di domenica si è assistito ad un'escalation di violenza sulla linea del fronte nella regione contesa del Nagorno Karabakh. Nella autoproclamata Repubblica è stato annunciato che le forze armate dell'Azerbaigian avevano aperto il fuoco, bersagliando anche la capitale Stepanakert, facendo anche diverse vittime tra la popolazione civile.

Azerbaigian e Armenia si sono vicendevolmente accusate della responsabilità dell'inasprimento della situazione. Il Ministero della Difesa azero ha affermato che ad iniziare i bombardamenti sarebbero stati i militari armeni.

A loro volta, i vertici delle forze armate di Yerevan hanno sostenuto che il territorio del Karabakh è stato sottoposto a pesanti bombardamenti missilistici da parte dell'esercito di Baku. Tutti gli attori del conflitto hanno annunciato la mobilitazione, parziale o totale e lo stato di guerra.

Nella serata di ieri il governo armeno ha lanciato un ultimatum alla Turchia, annunciando di essere pronta ad usare i missili Iskander qualora Ankara dovesse impiegare gli F-16.

Il Ministero degli Esteri russo ha invitato ambedue gli schieramenti a cessare immediatamente le ostilità e a riprendere la strada del negoziato e della diplomazia.

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