14:57 24 Ottobre 2020
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L' ex capo investigatore dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPAC), Ian Henderson, ha affermato che il rapporto finale della Missione di accertamento dei fatti (FMM) sul presunto attacco chimico di Doumanel 2018, potrebbe non riflettere la realtà dei fatti.

"Parlo per me, ma so che ci sono altri ispettori della missione di accertamento dei fatti a Douma che nutrono le mie stesse preoccupazioni sul modo in cui l'indagine è stata controllata, bloccata ... (così come) i risultati riflessi nel rapporto finale FMM". Lo ha affermato Ian Henderson, ex capo investigativo dell'Opac, durante una riunione informale del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, organizzata dalla Missione russa, in cui si è discusso apertamente il trattamento del dossier chimico siriano, in contrasto con le conclusioni raggiunte dal Consiglio sulla questione.

"Riteniamo che oggi ci siano informazioni più che sufficienti che hanno dimostrato il nostro punto di vista, secondo cui i risultati del rapporto FFM su Douma potrebbero non riflettere la situazione reale", ha specificato.

Henderson ha affermato che l'avvio di un'indagine tecnica trasparente volta a chiarire l'effettivo corso degli eventi a Douma nel 2018 è giustificato, data la portata delle informazioni e dei fatti disponibili sul presunto incidente.

"E questo deve essere fatto con rigore scientifico e integrità perché attualmente non è stato fatto così", ha detto. "Forse, cosa ancora più importante, continuiamo a sperare che ci sia qualcuno disponibile e capace, qualcuno che abbia il coraggio di fare qualcosa al riguardo".

L'OPAC aveva concluso che molto probabilmente è stato utilizzato il cloro nel presunto attacco dell'aprile 2018 a Douma, sobborgo della periferia nord-orientale della capitale siriana. In seguito a questa dichiarazione Stati Uniti, Francia e Regno Unito hanno avuto il via libera per lanciare attacchi missilistici su obiettivi siriani.

L'OPAC  aveva condotto la sua indagine sui dati forniti dai Caschi Bianchi (White Helmets), un gruppo che si autodefinisce una forza di soccorso volontaria, ma che si è rivelato collegato ai cosiddetti "ribelli", ovvero i gruppi miliziani jihadisti schierati sul campo contro la coalizione siriana.

Il gruppo, infatti, ha dovuto affrontare severe critiche da parte dei governi siriano e russo che accusano l'organizzazione di sostenere i terroristi e di organizzare provocazioni e operazioni di falsa bandiera, con l'utilizzo di armi chimiche per giustificare l'intervento armato di Paesi stranieri. 

Nel dicembre 2019, il sito web di contro-informazione WikiLeaks ha reso pubblici i  documenti dell'OPAC sull'accuratezza delle indagini a Douma.

Uno di questi è uno scambio di e-mail interno tra un alto funzionario dell'OPAC, il capo di gabinetto Sebastian Braha, e i suoi colleghi in merito a una valutazione tecnica di Henderson, che stava assistendo la FFM con la raccolta di informazioni a Douma, sull'accusa secondo cui il governo siriano aveva lasciato cadere due bombole di gas in un'area civile della Duma da un aereo.

Henderson in particolare ha scoperto che tutte le prove sul terreno suggeriscono che i cilindri siano stati posizionati lì manualmente e, dato che l'area non era controllata da Damasco in quel momento, non può essere stato nessuno altro che i ribelli antigovernativi.

​Il rapporto finale dell'OPAC non fa menzione di questi risultati. Henderson ha subito la pressione dei vertici OPAC e alla fine è stato licenziato dall'organizzazione.

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Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche - OPAC, Guerra, Siria
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