13:06 21 Ottobre 2020
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Non ha usato mezzi termini, il presidente turco, il quale ha definito la presenza degli armeni nel Nagorno-Karabakh un'occupazione illegittima.

Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato che è arrivato il momento di mettere fine all'occupazione dei territori azeri da parte dell'Armenia.

"E' giunta l'ora di mettere fine all'occupazione dell'Armenia, è giunta l'ora di fare i conti. Altrimenti l'Armenia continuerà ancora a fare come vuole. Deve andarsene dai territori occupati. Lo sanno tutti che sono territori dell'Azerbaigian", ha incalzato il leader turco nel corso di una diretta su Twitter.

Erdogan ha quindi accusato il Gruppo di Minsk di essere stato incapace di risolvere la questione del Nagorno-Karabakh:

"In 30 anni non sono riusciti a risolvere questa questione. E hanno fatto di tutto, affinché non si risolvesse: Ora ci vogliono dare delle lezioni, e a volte ci minacciano. Ci domandano: lì [in Karabakh, ndr] ci sono militari turchi? La Turchia porta armi lì? Le persone che fanno queste domande sono le stesse che hanno portato migliaia di furgoni pieni di armi nel Nord della Siria", ha continuato Erdogan facendo riferimento al supporto fornito dagli Stati Uniti alle forze dei curdi siriani, considerati da Ankara alla stregua di un'organizzazione terroristica.

L'escalation nel Nagorno-Karabakh

Nella mattinata di domenica si è assistito ad un'escalation di violenza sulla linea del fronte nella regione contesa del Nagorno Karabakh. Nella autoproclamata Repubblica è stato annunciato che le forze armate dell'Azerbaigian avevano aperto il fuoco, bersagliando anche la capitale Stepanakert, facendo anche diverse vittime tra la popolazione civile.

Azerbaigian e Armenia si sono vicendevolmente accusate della responsabilità dell'inasprimento della situazione. Il Ministero della Difesa azero ha affermato che ad iniziare i bombardamenti sarebbero stati i militari armeni.

A loro volta, i vertici delle forze armate di Yerevan hanno sostenuto che il territorio del Karabakh è stato sottoposto a pesanti bombardamenti missilistici da parte dell'esercito di Baku. Tutti gli attori del conflitto hanno annunciato la mobilitazione, parziale o totale e lo stato di guerra.

Il Ministero degli Esteri russo ha invitato ambedue gli schieramenti a cessare immediatamente le ostilità e a riprendere la strada del negoziato e della diplomazia.

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