12:41 30 Ottobre 2020
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Lo sviluppo del vaccino russo contro il coronavirus (122)
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Il primo lotto del vaccino Sputnik V contro il coronavirus è stato consegnato alla Bielorussia per studi clinici, ha annunciato lunedì il Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF).

"Il Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF), il fondo sovrano della Russia, annuncia la consegna del primo lotto del vaccino russo contro il coronavirus, Sputnik V, alla Repubblica di Bielorussia", ha detto il fondo in un comunicato stampa.

La vaccinazione dei volontari inizierà il primo ottobre come "parte di studi clinici in doppio cieco, randomizzati, controllati con placebo del vaccino Sputnik V", si legge nel comunicato stampa.

Il RDIF finanzierà i test clinici in atto in Bielorussia.

"La Bielorussia è diventata il primo paese a iniziare gli studi clinici del vaccino Sputnik V dopo la sua registrazione in Russia. I test clinici saranno condotti in otto istituzioni mediche selezionate come Centri di ricerca in Bielorussia", si legge nel comunicato stampa.

Nei giorni scorsi è stato annunciato che il Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF) e la società farmaceutica Laxisam hanno concordato di fornire all'Uzbekistan fino a 35 milioni di dosi di vaccino contro il coronavirus "Sputnik V".

Il vaccino russo anti-Covid

Il vaccino "Sputnik V", sviluppato dall'istituto Gamaleya e dal Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF), è stato registrato ad agosto. RDIF ha ora ricevuto richieste per oltre 1,2 miliardi di dosi di vaccino Sputnik V per il 2020-2021. Più di 50 paesi della CSI, Europa, Asia, Medio Oriente e America Latina hanno presentato richieste per il vaccino. In precedenza, RDIF ha annunciato degli accordi raggiunti con i partner in Messico per la fornitura di 32 milioni di dosi, in Brasile - fino a 50 milioni di dosi e in India - 100 milioni di dosi.

In precedenza Vladimir Putin ha offerto la vaccinazione con questo preparato a tutti i membri dell'ONU a titolo gratuito.

Il secondo vaccino prodotto in Russia, sviluppato dal Centro di ricerche Vector e denominato EpiVacCorona, dovrebbe essere registrato entro il 15 ottobre. Una volta completata la registrazione, sarà sottoposto a studi clinici con 5.000 volontari, in particolare quelli con malattie croniche e quelli di età pari o superiore a 60 anni.

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