15:20 31 Ottobre 2020
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Mosca è seriamente preoccupata dai recenti avvenimenti che hanno interessato il Nagorno-Karabakh, ha spiegato il portavoce della presidenza russa Dmitry Peskov.

Il Cremlino ha esortato le parti in conflitto nella regione contesa del Nagorno-Karabakh a cessare immediatamente le ostilità e avviare un processo di negoziato. A riferirlo ai media russi è stato il portavoce della presidenza Dmitry Peskov:

"Continuiamo a seguire con grande attenzione la situazione; riteniamo che le azioni di guerra debbano essere terminate al più presto e che il processo di normalizzazione e anche le conseguenze di tale inasprimento della situazione debbano essere risolte a livello politico e diplomatico", ha spiegato il funzionario ai giornalisti.

Peskov ha quindi rimarcato che lo stato delle cose lungo la linea del fronte nel Nagorno-Karabakh è "motivo di grande preoccupazione per Mosca e molti altri paesi":

"Dalle prime ore dopo l'inizio dell'escalation il ministro degli Esteri Lavrov è sempre stato in contatto con i suoi omologhi a Yerevan e a Baku. Oltre a ciò, per iniziativa dell'Armenia, il presidente Putin ha intrattenuto un colloquio telefonico con il premier armeno.

L'escalation nel Nagorno-Karabakh

Nella mattinata di domenica si è assistito ad un'escalation di violenza sulla linea del fronte nella regione contesa del Nagorno-Karabakh. Nella autoproclamata Repubblica è stato annunciato che le forze armate dell'Azerbaigian avevano aperto il fuoco, bersagliando anche la capitale di Stepanakert, facendo anche diverse vittime tra la popolazione civile.

Azerbaigian e Armenia si sono vicendevolmente accusate della responsabilità dell'inasprimento della situazione. Il Ministero della Difesa azero ha affermato che ad iniziare i bombardamenti sarebbero stati i militari armeni.

A loro volta, i vertici delle forze armate di Yerevan hanno sostenuto che il territorio del Karabakh è stato sottoposto a pesanti bombardamenti missilistici da parte dell'esercito di Baku. Tutti gli attori del conflitto hanno annunciato la mobilitazione, parziale o totale e lo stato di guerra.

Il Ministero degli Esteri russo ha invitato ambedue gli schieramenti a cessare immediatamente le ostilità e a riprendere la strada del negoziato e della diplomazia.

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