05:16 24 Ottobre 2020
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Gli USA sono preoccupati dal numero sempre crescente di attacchi contro le proprie strutture diplomatiche in Iraq.

Il Dipartimento di Stato americano avrebbe comunicato al governo iracheno in merito alla possibilità di attuare un completo ritiro dall'ambasciata a Baghdad, a meno che l'Iraq non riesca a mettere un freno agli attacchi mirati contro il personale statunitense.

Lo riferisce il Washington Post, specificando che tale mossa sarebbe stata accolta con grande sorpresa da parte dell'establishment iracheno:

"Ci auspichiamo che l'amministrazione americana riconsideri la propria posizione. Ci sono gruppi di fuorilegge che tentano di minare queste relazioni e la chiusura dell'ambasciata invierebbe un messaggio molto negativo", sono state le parole di Ahmed Mulla Talal, portavoce del primo ministro iracheno Mustafa al-Kadhimi, il quale ha commentato tale possibilità

Secondo il Washington Post, il segretario di Stato americano Mike Pompeo avrebbe già notificato la decisione al governo iracheno nella serata di sabato e il premier iracheno starebbe da allora cercando di fare pressione sui partner europei al fine di persuadere Washington a riconsiderare la propria decisione.

Secondo Sky News Arabia, il piano di ritiro americano dall'ambasciata potrebbe essere annunciato ufficialmente già nella giornata di oggi.

Gli attacchi contro l'ambasciata americana

L'ambasciata USA in Iraq è situata nella cosiddetta Zona Verde, la quale è di sovente sottoposta ad attacchi missilistici, l'ultimo dei quali accaduto lo scorso 16 di settembre. 

Sebbene tali azioni non siano state ufficialmente rivendicate da nessun gruppo armato, gli Stati Uniti hanno denunciato a più riprese "la presenza di bande di fuorilegge spalleggiate dall'Iran", esortando l'Iraq ad "adempiere ai propri obblighi nel proteggere le strutture diplomatiche".

Gli attacchi si sono intensificiati in seguito all'assassinione del generale dei Quds Qaseem Soleimani, avvenuta all'inizio dello scorso mese di gennaio.

In risposta a tale atto, il parlamento iracheno ha votato quasi all'unanimità una mozione mirata per espellere tutte le truppe di paesi stranieri dal territorio del paese; tale atto ha portato il presidente americano Trump a minacciare l'imposizione di sanzioni contro l'Iraq.

Le operazioni di ritiro sono poi effettivamente iniziate a partire dal mese di marzo e, stando alle ultime dichiarazioni del portavoce del Pentagono Jonathan Hoffman, attualmente in Iraq sono presenti circa 5.200 soldati americani.

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