21:02 24 Ottobre 2020
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Tensione nel Nagorno-Karabakh (82)
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La Farnesina in una nota esprime "preoccupazione" per gli scontri armati tra le forze armate di Armenia e Azerbaigian nel Nagorno-Karabakh.

Il ministero degli Esteri italiano ha reagito agli ultimi sviluppi sulla linea di contatto tra le forze di Azerbaigian e Armenia nella regione del Nagorno-Karabakh. Da stamattina sono in corso scontri tra i militari dei due paesi. In precedenza i diplomatici di UE, Russia e Turchia avevano invitato le parti a cessare le ostilità.

"Esprimiamo preoccupazione per le notizie di gravi scontri lungo la linea di contatto fra le forze armate azere ed armene", si legge nella nota della Farnesina.

"L'Italia chiede alle parti l'immediata cessazione delle violenze e l'avvio di ogni sforzo, in particolare sotto gli auspici dell'OSCE,  per prevenire i rischi di ulteriore escalation", aggiunge la nota.

Escalation nel Nagorno-Karabakh

Nella mattinata di oggi il Ministero della Difesa dell'Azerbaigian ha affermato che le forze armate armene hanno bersagliato alcune località sulla linea di contatto nel Nagorno-Karabakh. Secondo quanto riferito dal dicastero militare azero, ci sono vittime nella popolazione civile.

Secondo il ministero della Difesa armeno, il Nagorno-Karabakh "è stato sottoposto ad attacchi aerei e missilistici".

Il portavoce del presidente dell'autoproclamata Repubblica del Nagorno-Karabakh, Vahram Poghosyan, ha riferito che le zone abitate pacifiche nella repubblica, compresa la capitale Stepanakert, hanno subito il fuoco dell'artiglieria, e ha invitato la popolazione a nascondersi.

Il parlamento azero ha introdotto lo stato di guerra in alcune regioni. Le autorità della repubblica autoproclamata hanno dichiarato la legge marziale e la mobilitazione generale.

Le origini del conflitto

ll conflitto nella regione è scoppiato nel 1988, quando la regione autonoma autonomo del Nagorno-Karabakh ha dichiarato l'uscita dalla Repubblica Socialista Sovietica dell'Azerbaigian.

La situazione è peggiorata nell'aprile 2016. Il ministero della Difesa azero aveva segnalato tra l'altro attacchi da parte delle forze armate dell'Armenia, mentre il dicastero militare di Yerevan aveva denunciato "azioni offensive" delle forze azere. Il 5 aprile le parti trovarono un accordo per il cessate il fuoco, ma di volta in volta si accusano a vicenda di violazioni della tregua.

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