13:37 31 Ottobre 2020
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Ieri il ministro degli Esteri iracheno Fuad Hussein è giunto a Teheran per una visita istituzionale di due giorni, nel corso della quale ha tenuto un incontro bilaterale con il capo di stato iraniano.

Le forze armate americane presenti in Medio Oriente minano la stabilità e la sicurezza regionale e tutte le nazioni che ospitano truppe o basi americane dovrebbero compiere uno sforzo per espellerle.

Ad affermarlo a margine della visita a Teheran del ministro degli Esteri iracheno Fuad Hussein è stato il presidente iraniano Hassan Rouhani:

"Abbiamo sempre reso chiara la nostra posizione: consideriamo la presenza delle forze armate USA nella regione, che sia in Iraq, in Afghanistan o nei paesi del Golfo Persico meridionale una minaccia alla sicurezza e alla stabilità della regione", ha incalzato il capo di stato iraniano.

Rouhani ha quindi esortato le autorità dei paesi mediorientali, ed in particolar modo quelle dell'Iraq, a fare in modo che si arrivi ad una loro totale espulsione.

Per quanto riguarda Baghdad, Rouhani ha espresso l'auspicio che il parlamento iracheno possa deliberare il ritiro completo dell'esercito americano entro il prossimo mese di gennaio.

"Siamo sempre stati dalla parte del popolo iracheno e del governo legittimo del paese", ha quindi affermato il presidente dell'Iran.

La mozione per l'espulsione delle truppe USA

Una tale mozione era stata votata dall'organo legislativo iracheno nello scorso mese di gennaio, in seguito al raid aereo che aveva portato all'uccisione del comandante dei Quds, il generale Qaseem Soleimani.

Washington ha dato il via alle operazioni di ritiro delle proprie truppe dal territorio iracheno già nel mese di marzo, trasferendo fino ad oggi il controllo delle basi di al-Qaim, Qayyarah e Camp Taji alle forze armate di Baghdad.

All'inizio del mese di settembre il presidente americano Trump ha annunciato un'ulteriore riduzione della presenza militare statunitense in Iraq e Afghanistan.

 

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