10:44 20 Ottobre 2020
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Con la sua nomina, la Corte Costituzionale andrebbe ad essere composta da 6 membri di orientamento conservatore, rispetto agli appena 3 di matrice liberal.

E' Amy Coney Barrett la prima scelta di Donald Trump per la nomina a giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti d'America, in sostituzione della defunta Ruth Bader Ginsburg, deceduta lo scorso 18 di settembre.

Ad annunciarlo, durante un discorso tenuto al Rose Garden, è lo stesso capo di Stato americano:

"Oggi è mio onore nominare una delle menti più brillanti del mondo della giustizia americana alla Corte Suprema. Si tratta di una donna che ha raggiunto risultati impareggiabili, di grandissima intelligenza e con ottime credenziali e una grande lealtà alla Costituzione. E' il giudice Amy Coney Barrett", sono state le parole di Trump.

La giudice Barrett è poi a sua volta intervenuta, ringraziando l'attuale inquilino della Casa Bianca per la fiducia mostrata nello sceglierla e ha poi riservato parole di elogio per l'ex giudice Ruth Bader Ginsburg.

Il prossimo 12 ottobre si terrà l'audizione della Barrett di fronte alla Commissione giustizia del Senato degli USA per la sua conferma a giudice della Corte Suprema.

Chi è Amy Coney Barrett 

La giudice Amy Coney Barrett, 48enne di matrice cattolica e conservatrice, è salita all'onore delle cronache per le critiche espresse nei confronti dlel'Obamacare e per le sue posizioni anti-aborto.

E' nota anche per essere madre di sette figli, di cui due adottati di nazionalità haitiana e uno affetto dalla sindrome di down, tanto che lo stesso Donald Trump la ha definita la prima giudice della Corte Suprema che servirà il paese avendo dei figli in età scolare.

La mossa di Trump

La decisione di Trump, che ha esortato il Senato a fare in fretta con la conferma della Barrett, si colloca nell'ottica di una campagna elettorale per le presidenziali americane che sta entrando ormai nelle sue fasi decisive.

Con la nomina della Barrett, la composizione della Corte Costituzionale andrebbe ad assumere una connotazione sempre più a tinte conservatrici, con ben 6 esponenti rispetto agli appena 3 della sponda liberal, per uno sbilanciamento senza precedenti nella storia recente del Paese.

La nomina è infatti stata immediatamente criticata dal Partito democratico, ed in particolare dal candidato dem Joe Biden, che ha invece auspicato che il Congresso degli Stati Uniti blocchi tutte le nomine fino al prossimo 3 novembre, data in cui si terranno le elezioni presidenziali.

 

 

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