13:03 21 Ottobre 2020
Mondo
URL abbreviato
261
Seguici su

Nella notte del 22 settembre presso il lago Bajkal si è verificato un terremoto circa di magnitudo 6 con conseguente scossa di assestamento. “La mia casa di legno stava per crollare”, sui social descrive così l’accaduto uno dei testimoni.

Sono state percepite scosse in tutta la regione della Buriazia, molte persone si sono spaventate perché sono più o meno 10 anni che non si verificava un evento simile. Sputnik cerca di capire perché nelle regioni stabili del nostro pianeta, ad esempio al centro di grandi continenti, si possono verificare improvvisamente delle scosse. 

Oceano neo-asiatico e continente siberiano

L’attività sismica del Bajkal non è un evento raro. Nell’area centrale del lago tra il 2001 e il 2012 sono stati registrati più di 19.000 terremoti, in prevalenza di debole magnitudo. Tuttavia, il Ministero russo delle Emergenze considera questa regione come una delle aree di maggiore pericolosità. Qui l’intensità delle scosse può essere molto elevata come successe il 29 agosto 1959 (magnitudo 6,8). In quell’occasione furono colpiti Irkutsk e altri centri abitati.

Nel secolo precedente, nello specifico il 12 gennaio 1862, in seguito a un terribile terremoto si formò il golfo Proval sulla riva orientale del Bajkal. Dunque, considerati questi casi, il terremoto di questi giorni è soltanto un evento di routine. Stando alle stime degli scienziati, le scosse sismiche di elevata intensità non sono previste in questa regione con una frequenza maggiore di una volta ogni 300 anni.

I geologi studiano in maniera sistematica il Bajkal sin dall’inizio del XX secolo. Negli anni ’60 hanno dimostrato che il bacino idrico lacustre si venne a creare in maniera analoga ai laghi della Grande fossa tettonica. Il Bajkal è la prima grande spaccatura della crosta terrestre. Strutture simili sono note soltanto in aree oceaniche. Com’è possibile che siano presenti su un continente? Secondo gli studi più recenti, sarebbero il risultato della movimentazione di masse nelle profondità più calde del pianeta. Qualora risalga verso la superficie una gigantesca bolla di magma, si creerebbero fratture anche nelle più antiche e solide placche continentali. Così si viene a creare il sistema delle faglie: i loro limiti si estendono gradualmente, il fondo scende in profondità e il bacino si riempie d’acqua venendosi a formare prima un mare e poi un oceano. È così che si formarono il Mar Nero e l’Oceano Atlantico.

I ricercatori dell’Istituto limnologico del Dipartimento siberiano dell’Accademia nazionale russa delle scienze (RAN) hanno dimostrato che il Bajkal sta gradualmente diventando un oceano. A riprova di questa trasformazione vi sono la sua struttura, la tipologia di sedimenti, l’accumulo di clatrati idrati e di petrolio, la presenza di fonti idrotermali e di uno specifico habitat naturale marino.

Il fondale del Bajkal è sceso di un chilometro circa un milione di anni fa, mentre l’attuale profondità di 1600 metri è stata raggiunta dal lago 150.000 anni fa. La faglia si sposta ogni anno di 4 km. Tra 200 milioni di anni, se questo processo non subirà interruzioni (fenomeno che può verificarsi in geologia), il Bajkal diventerà un vero e proprio oceano. Gli scienziati hanno proposto di chiamarlo Oceano neo-asiatico. La Siberia a quel punto sarà un continente a sé stante. 

L’Africa si divide

La più lunga e profonda faglia all’interno di un continente è la Grande fossa tettonica in Africa orientale, la quale si estende per 5.000 km dal Libano al Mozambico ed è segnalata dalla presenza di una catena di vulcani attivi e laghi tra i quali il più grande, il Tanganica, è di poco più piccolo del Bajkal. La Grande fossa tettonica cominciò a formarsi più di 25 milioni di anni fa e modificò significativamente l’assetto di quest’area del continente innescando una serie di eventi che alla fine portarono alla riunione in questo luogo delle condizioni ideali per l’evoluzione dei primati.

In quest’area non vi verificano nemmeno terremoti catastrofici come invece accade nell’Asia-Pacifico o in Asia orientale. Tuttavia, vi sono scosse che si presentano con cadenza regolare. La magnitudo delle scosse raggiunge i 7 punti, la profondità dei fenomeni può superare i 30 km, ossia la discontinuità di Mohorovičić (la linea divisoria tra il mantello e la crosta).

Attività sul continente

A differenza del Bajkal, la placca dell’Europa orientale dove sono dislocati San Pietroburgo e Mosca è considerata sicura dal punto di vista sismico.

In questa zona giungono solamente le scosse depotenziate (o meno) dei forti terremoti nei Carpazi. L’ultimo evento di questo tipo si verificò il 4 marzo 1977 con epicentro nel distretto di Vrancea (Romania). A Mosca e nell’area circostante si percepirono oscillazioni di intensità pari a 4 a livello della strada, mentre di 6-7 ai piani più alti.

Sono passati un po’ di anni e oggi quel terremoto lo ricordano solo i moscoviti e le moscovite più anziani e gli scienziati del settore. Pareva che l’area centrale della Russia non fosse in alcun modo minacciata. Ma tutto d’un tratto il 24 maggio 2013 a Mosca la terra cominciò a muoversi. I piani superiori di edifici molto alti cominciarono a oscillare, molte persone uscirono dalle loro case. Dai grattacieli di Ulitsa Lesnaya furono evacuate circa 400 persone.

Quell’evento suscitò grande clamore e diede adito a un’ondata di disinformazione in Rete. Ad ogni modo i geologi insistono sul fatto che si trattasse soltanto degli “echi” del terremoto di magnitudo 7,7 con epicentro nel Mare di Okhotsk. Il suo epicentro era sito a una profondità di 600 km, in un’area attiva in cui la placca dell’Oceano Pacifico si immerge sotto il bordo del continente. Lì le scosse sono forti e frequenti.

Le scosse sismiche provenienti dal Mare di Okhotsk percorsero 6.500 km e raggiunsero l’area europea della Russia. Fu la prima volta in 300 anni di osservazioni che fu registrato un evento simile. Stando alle stime di Andrey Nikonov dell’Istituto di Fisica della Terra presso la RAN, terremoti di elevata intensità nei Carpazi in grado di ripercuotersi a distanze così grandi si verificano una volta ogni 600 anni.

Tags:
Geologia, Terremoto, Lago Bajkal
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook