19:35 24 Ottobre 2020
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I sondaggi indicano che il 34% dei norvegesi nutre sentimenti anti-musulmani e quasi il 40% condivide l'idea che i musulmani "rappresentano una minaccia per la cultura norvegese" - un atteggiamento che il governo norvegese vuole correggere.

Un nuovo piano d'azione nazionale contro la discriminazione e l'odio nei confronti dei musulmani in Norvegia è stato presentato dalla Primo Ministro Erna Solberg e dal Ministro della Cultura e dell'uguaglianza di genere Abid Raja.

Secondo il Governo il precedente piano d'azione per combattere il razzismo e la discriminazione in generale, presentato nel dicembre dello scorso anno, non sarebbe sufficiente e servirebbero misure aggiuntive per eliminare l'odio rivolto in particolare ai musulmani.

“È un problema nella nostra società che varie minoranze siano esposte al razzismo. Alcune minoranze, come ebrei e musulmani, sono particolarmente vulnerabili. Abbiamo già compiuto sforzi per combattere l'antisemitismo e ora stiamo anche presentando un piano separato per combattere la discriminazione e l'odio nei confronti dei musulmani", ha detto la Solberg, come citato dal quotidiano Nettavisen.

Solberg ha anche sottolineato un picco negli atteggiamenti negativi nei confronti dei musulmani negli ultimi anni, che ha attribuito all'ondata di rifugiati del 2015 e all'aumento degli attacchi terroristici jihadisti.

Il piano d'azione che si applicherà tra il 2020 e il 2023 include uno stanziamento di 10 milioni di corone novegesi (860mila euro circa) e 18 diverse misure. Gli sviluppi si baseranno sulla valutazione della minaccia da parte del National Police Security Service (PST), secondo il quale la minaccia degli estremisti di destra ne Paese sarebbe in aumento.

Il piano d'azione è visto come uno strumento per promuovere il dialogo, colmare le lacune e acquisire maggiore conoscenza.

“È importante far emergere la diversità dei musulmani. Credo che quando molte persone pensano ai musulmani, immaginino solo mullah o terroristi estremisti", ha detto al quotidiano Dagsavisen il Ministro della Cultura Abid Raja, egli stesso un musulmano praticante.

Il piano d'azione arriva all'indomani del putiferio scatenato dalle manifestazioni anti-islamiche dell'organizzazione SIAN (Stop the Islamization of Norway), durante le quali sono state distrutte copie del corano per celebrare la libertà di parola.

Il Consiglio islamico di Norvegia ha annunciato che il rogo del Corano (praticato da SIAN e dal partito etno-nazionalista danese Hard Line) non dovrebbe essere protetto dalla libertà di espressione.

Solberg ha espresso la sua preoccupazione che l'incitamento e le molestie possano rompere il dibattito pubblico. In un articolo che ha scritto sul quotidiano Vårt Land, ha sottolineato che le manifestazioni con un messaggio razzista dovrebbero essere vietate. Allo stesso tempo, ha ammesso che le critiche all'Islam, come qualsiasi altra religione, dovrebbero rimanere legali.

“La libertà di espressione include anche espressioni che insultano, scandalizzano o offendono. Non è un diritto umano non essere offesi. Pertanto, la critica all'Islam deve essere difesa, ma non l'odio per i musulmani", ha scritto Solberg.

Secondo un sondaggio del 2017, il 34% dei norvegesi ha espresso atteggiamenti anti-musulmani e quasi il 40% ha sottoscritto l'idea che i musulmani "rappresentino una minaccia per la cultura norvegese". Ben il 47% degli intervistati ha sostenuto l'idea che gli stessi musulmani meritino gran parte della colpa per il crescente sentimento anti-islamico.

La comunità musulmana norvegese è cresciuta notevolmente negli ultimi decenni e si stima che ora costituisca il 5,7% della popolazione del Paese che in tutto è di soli 5,2 milioni. In alcuni comuni dell’area metropolitana della ‘Grande Oslo’, la quota di musulmani supera il 10% della popolazione.

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