06:02 24 Ottobre 2020
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Ora Google Maps raccoglierà e mostrerà le informazioni riguardanti la diffusione del coronavirus sulle sue mappe.

Google Maps ha introdotto una nuova funzione: raccogliendo dati e informazioni da governi e aziende sanitarie locali l'app di cartografia mostrerà le zone più a rischio di contagio sulle sue mappe in modo da poter permettere agli utenti di pianificare viaggi e spostamenti di conseguenza.

L'annuncio sull'introduzione della nuova funzione è stato fatto sul blog dell'app e sarà già possibile utilizzarla con il prossimo aggiornamento che arriverà questa settimana. Per attivare la funzione bisognerà selezionare il nuovo "strato", proprio come si selezionano le immagini satellitari, la mappa dei rilievi e dei trasporti pubblici. Verrà quindi visualizzato il numero medio di nuovi casi COVID per 100.000 persone in sette giorni per l'area della mappa che si sta visualizzando e un'etichetta che indica se il numero di casi è in aumento o in diminuzione. Inoltre l'intensità dei colori indicherà la densità dei nuovi casi nell'area. I dati saranno visualizzabili a livello mondiale, così come a livello di stato, provincia, regione e città, se disponibili.

Da dove vengono raccolti i dati?

Come affermato dagli sviluppatori i dati sul contagio del COVID vengono raccolti da diverse fonti affidabili, come la Johns Hopkins University, il New York Times e Wikipedia, che a loro volta ricevono dati da organizzazioni sanitarie pubbliche come l'Organizzazione mondiale della sanità, i ministeri della sanità e le agenzie sanitarie e gli ospedali statali e locali.

Le app di tracciamento del coronavirus e l'italiana "Immuni"

Dopo essere stata sperimentata in quattro regioni (Liguria, Abruzzo, Marche e Puglia) a partire dall'8 giugno, il funzionamento di Immuni è stato esteso a tutte le regioni del territorio italiano a partire dal 15 giugno.

L'obiettivo dell'applicazione è quello di tracciare in maniera sistematica i contagi così da poter arginare in modo efficace la propagazione dell'agente patogeno.

Secondo uno studio pubblicato dal Big Data Institute di Oxford, affinché  possano sortire un qualche effetto concreto sulla curva dei contagi le app come Immuni dovrebbero essere scaricate da almeno un quinto del totale della popolazione di un Paese. 

In tutto fino ad ora l'app è stata scaricata solo da 6 milioni di utenti.

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