11:57 20 Ottobre 2020
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Coronavirus nel mondo: oltre 30 milioni contagiati (105)
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Il Governo israeliano questa mattina ha disposto l'inasprimento delle misure di quarantena in risposta al significativo aumento dei casi di coronavirus registrati nel Paese.

Il Jerusalem Post riferisce che Israele sta tornando ad un blocco completo, che inizierà venerdì e probabilmente durerà almeno fino alla fine della festa del Sukkot* il 9 ottobre (*detta anche ‘festa delle capanne’, ricorda la vita del popolo di Israele nel deserto durante il viaggio verso la terra promessa, è una delle festività più importanti dell’ebraismo).

Dopo otto ore di deliberazioni, il consiglio speciale per l’emergenza del coronavirus ha formulato le sue raccomandazioni che sono state portate al gabinetto riunitosi al suo completo per un voto a tarda notte. Alle 6:30 del mattino il Governo ha approvato il blocco.

In precedenza, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva anticipato che il governo israeliano avrebbe inasprito le restrizioni di quarantena a partire dal 25 settembre per tornare a misure più morbide solo qualora i tassi di incidenza del COVID-19 sarebbero diminuiti.

Nell'ultimo giorno il ministero della Salute israeliano ha registrato un record di quasi 7mila contagi. Il numero di casi COVID-19 dall'inizio della pandemia ha superato i 200.000. Incidenze maggiori rispetto alla scorsa primavera.

In Israele, venerdì scorso è entrata in vigore la nuova quarantena per il coronavirus a livello nazionale per tre settimane con possibilità di estensione. Viene fatto divieto di spostamenti a più di un chilometro dalle abitazioni di residenza. Vietate le visite, rilassarsi sulle spiagge, riunirsi in compagnie di più di 10 persone in spazi chiusi e più di 20 persone in spazi aperti. Le istituzioni educative e di intrattenimento, i caffè, i ristoranti e i club sportivi hanno già chiuso, così come, parrucchieri e saloni di bellezza.

L’ulteriore inasprimento, ancora più severo rispetto a quello di marzo, dovrebbe includere:

  • la chiusura delle sinagoghe,
  • la riduzione del numero di persone che possono protestare,
  • la chiusura di tutte le attività commerciali e i mercati non essenziali,
  • la riduzione delle rotte dei trasporti pubblici,
  • e la possibilità per i cittadini di riunirsi solo all'interno delle loro famiglie nucleari.

Si prevede che la chiusura costerà alla nazione circa 35 miliardi di Nuovi shekel israeliani (8,6 miliardi di euro) se il blocco durerà tre settimane.

“La situazione è brutta; stiamo assistendo a un forte aumento dei tassi di morbilità", ha detto il Primo Ministro Netanyahu tramite un videomessaggio durante una pausa dalla riunione del Gabinetto, “Dobbiamo prendere decisioni, decisioni difficili. Ma come Primo Ministro, sono obbligato a proteggere le vostre vite e tutti devono capire che questa è una situazione pericolosa. Ecco perché non c'è altra scelta”.

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